In treno, ascoltando la conversazione tra due ragazze, amiche, e una sconosciuta. La prima parlotta con l'amica del prossimo concerto di Ligabue a Napoli, la sconosciuta si intromette nella discussione, chiede quando, dove e perchè del suddetto concerto e quasi come presa da un attacco epilettico, comincia ad agitare le mani come per sottolineare, a suo modo, l'apprezzamento spropositato per il suddetto cantautore. Fine primo tempo. Poco dopo la seconda delle due amiche accenna al fatto di doversi fiondare in libreria per comprare qualche libro appena avesse terminato di scrivere l'ultimo capitolo della tesi. Una sorta di ricompensa. Al che l'amica le propone La Solitudine dei Numeri Primi. La (pazza) sconosciuta, ormai accanita, si fa di nuovo avanti emettendo un gridolino acuto, seguito da un "L'ho letto anche io quel libro!!!111!!!" (si, gli "111" erano visibili ad occhio nudo). Imperterrita inizia a spiegare alla sconosciuta, ignara del libro, cosa siano i numeri primi (i numeri primi sono numeri che se ne stanno vicini, quasi vicini perchè tra di loro vi è un numero pari che impedisce di toccarsi per davvero e bla bla bla..) giustificando la cosa come "è matematica, non ti sto dicendo niente del libro!". Poi la cagata: "ma sai che questo libro ha avuto successo proprio perchè chi l'ha comprato è poi andato a suggerirlo in giro e così via.. per passaparola!". Ma no? Davvero? Perchè nessuno me l'ha detto? E io che pensavo che un libro vendesse grazie all'illuminazione divina, del tipo 'Ciao, che libro hai intenzione di comprare?' 'Eh, non lo so ancora, devo aspettare l'illuminazione divina delle 18, sai com'è...'











