Liquido amniotico: troppo poco?
Nuovo post pubblicato su http://www.wdonna.it/liquido-amniotico-troppo-poco/61462?utm_source=TR&utm_medium=Tumblr&utm_campaign=61462
Liquido amniotico: troppo poco?
Informazioni sul liquido amniotico
II liquido amniotico avvolge il bambino durante la gestazione, proteggendolo dai traumi e dalle infezioni. Tale liquido lo aiuterà poi ad abbandonare il grembo materno al momento del parto. Il liquido amniotico non mantiene le stesse caratteristiche durante tutta la gravidanza, ma è in continua evoluzione: aumenta con il passare del tempo per poi diminuire verso la fine della gestazione. La sua quantità, però, può subire delle modifiche anomale, risultando eccessiva o scarsa.
Si parla di polidramnios quando il liquido amniotico è in eccesso; oligoidramnios, quando è troppo poco.
Come valutare il liquido amniotico
Esistono diversi metodi per valutare il liquido amniotico:
Valutazione soggettiva: tramite ecografia. In caso di valutazione dubbia, si procede alla misurazione dell’indice AFI.
Indice AFI: l’addome materno viene diviso idealmente in quattro quadranti. In ogni quadrante si misura la massima tasca verticale di liquido amniotico e si fa la somma dei quattro quadranti.
Tasca massima: si misura solo la tasca massima tra i quattro quadranti.
I valori di riferimento normali sono: AFI tra 50 e 250 mm (o 5-25cm); tasca massima: compresa tra 2 e 8 cm.
Si parla di oligoidramnios quando l’indice AFI è inferiore a 50 mm o la tasca massima è inferiore a 2 cm. Tale condizione si associa spesso a un ritardo nella crescita del feto. Se viene evidenziato alla fine della gravidanza, può essere parafisiologico, in quanto in quella fase il liquido tende normalmente a diminuire. In altri casi, invece, può essere legato allo stress materno con scarsa assunzione di liquidi, condizione risolvibile con riposo e aumento di liquidi ingeriti (una donna in gravidanza dovrebbe bere almeno due litri di acqua al giorno).
Se il liquido è invece praticamente assente, la situazione deve essere affrontata con più attenzione, dal momento che può rappresentare un serio rischio per la salute del bambino.