In attesa del treno, l’importante è lasciare il segno, una scritta su un muro, un messaggio che mi arriva dritto come un colpo in faccia, l’importante è non abbandonarsi mai, non lasciare appassire nemmeno un momento, ricordare se stessi con la formula più primitiva che possa esistere: essere se stessi, donando al mondo traccia del proprio passaggio. Io lascio un segno con la mia andatura caracollante, il mio districarmi tra le valige come fossi nell’ultima corsa della mia vita, all’ultimo posto, desiderosa di recuperare, nonostante il fiato sprecato nel primo scatto e mai più riacquistato. Io lascio un segno con la mia testa ciondolante, la musica nelle orecchie, il paesaggio si trasforma, il cielo si colora di uomini che cadono e sorridono e la gente attorno che mi guarda e passa, guarda il cielo e passa, aspetta il treno e sbuffa, con pesanti bagagli che contengono pezzi di cuore smarriti: io lascio un segno buttando i miei cocci sui binari, in attesa di quel treno pronto a straziarli per l’ultima volta. Lascio un segno ridendo come una pazza, piangendo come un’ossessa, dimenando il mio spirito, immobile, nella cintura consumata che tiene su questi jeans sbiaditi. Lascio un segno nel mio non sopportare le borsette e le borse a tracolla troppo pesanti, lascio un segno nelle mie scarpe a quadretti, nei capelli disordinati, nelle espressioni ruffiane con cui fingo non consapevolezza, nei sogni sgualciti dentro il cesto dei panni sporchi e nei desideri che ho barattato per una parentesi di felicità, durata davvero poco. Lascio un segno nel mio chiedermi cosa sia il domani, nella mia paura, nell’incertezza del riflesso dei miei occhi che mi stanno scrutando con disapprovazione. Lascio un segno nella codardia che a volte ho messo davanti e in quell’atto di ribellione che mi porterà ad adulare solo la mia passione e nessun tipo diverso di padrone. In attesa del treno, l’importante è lasciare il segno, una scritta su un muro, un messaggio che mi arriva dritto come un colpo in faccia, solo dopo aver notato una piccola correzione: l’importante è lasciare il senno. Respiro di sollievo, suona tutta la stazione, il treno sta arrivando, procedo a passo spedito: il senno non credo di averlo avuto mai, posso pure lasciarlo andare, non è importante. Penso questo, mentre libero ciò che resta del mio cuore stremato sui binari e mi lascio andare. https://www.facebook.com/lopsicodrammadellessere/











