lordcasco ha risposto al tuo post “CASTRAZIONE CHIMICA PER PEDOFILI E VIOLENTATORI”
Contro ma in genere mi piacerebbe vedere i carcerati costruire Ferrovie (magari la tav��) o lavorare in miniera o asfaltare strade o a raccogliere pomodori, insomma: fare dei bei lavori duri che quando arrivi sera l’unica cosa che vuoi vedere è la branda.
Colgo l’occasione del tuo commento -- senza puntare il dito su te in particolare -- per ricordare che il carcere ha due sole funzioni: evitare la reitrazione del crimine e riabilitare.
Solo quelle.
Vi sembrerà strano ma non ha valore punitivo così come viene inteso popolarmente: non ci si marcisce dentro, non viene buttata via la chiave, non ti devono sodomizzare nelle docce e, soprattutto, non devi morire spaccando pietre.
Uno stato civile non può e non deve permettere questo, anche se le persone imprigionate hanno commesso un crimine odioso e nauseante.
Il fatto che una legislazione manchi nel proteggere le vittime prima e dopo la pena non ha nulla a che vedere con il feroce senso di rivalsa che vedo animare le persone quando si parla di ‘punire’ i criminali. E se, come me, pensate che da certe psicopatologie non si può essere riabilitati, allora si punterà tutto sull’evitare che queste persone nuocciano ancora, non sul fatto che ‘la devono pagare cara’.
Totò Riina è morto male, punito da una vendetta di stato che voleva essere un deterrente contro altri criminali, mascherato dalla necessità apparente di non volerlo far comunicare con la sua cosca.
Le persone ammodo dovrebbero rifletterci su e con questo fare i conti.
E non ho certo bisogno del ‘E se allora capitasse alle tue figlie!’ perché ho sufficiente sensibilità ed empatia per immedesimarmi nella sofferenza di chiunque senza fare il classico balzo al ribasso del ‘me ne frego finché non mi tocca poi dopo brucio tutto il mondo’.










