Le musiche del Tessitore (il cacofonatore di Luca Collivasone) «Il tessitore del vento», come molti romanzi, cita brani musicali e nomi di compositori. Primi fra tutti, i veneziani Vivaldi, Albinoni, Marcello. Ma anche Carl Orff, canticchiato dallo scrittore Federico Grandi mentre attende di firmare il contratto editoriale del cinico Della Rocca. Riportare collegamenti alle musiche immortali di questi autori, reperibili con facilità dovunque, in rete e non, significava banalizzare l’atmosfera che avrebbe potuto avvolgere il romanzo. Il quale, se non apertamente sperimentale, è di certo singolare nella struttura, sia nella teatralità dell’entrata in scena dei personaggi, sia nella tripartizione temporale in presente passato futuro, sia nella personificazione di soggetti non umani – le pipe del Foscoletto, la maschera di Annella, la città di Venezia. Ho quindi optato per una scelta musicale che contenesse lo stesso messaggio destabilizzante e, soprattutto, facesse emergere uno strumento – o forse è meglio parlare di un controstrumento – che pochi conoscono ma che ha già l’archetipo nell’intonarumori ideato da Luigi Russolo circa un secolo fa, in pieno Futurismo, e lo spirito di ricerca di maestri come George Antheil e John Cage. Mi riferisco al cacofonatore di Luca Collivasone, macchina analogica atta a generare musica concreta, ricavata, nel primo prototipo del 2013, dalla carcassa di una macchina per cucire Singer del 1940. Davvero suggestivo è l’utilizzo narrativo per immagini sonore che Collivasone riesce a produrre, come ad esempio lo splendido «At the Mountains of Madness» dedicato al capolavoro di Howard Phillips Lovecraft. […] La playlist «Il tessitore del vento» è disponibile su Spotify #iltessitoredelvento #ronzanieditore #spotify #musica #lucacollivasone #cacophonator https://www.instagram.com/p/Cfb8uLUISnL/?igshid=NGJjMDIxMWI=













