L: Lo guarda giusto con la coda dell’occhio per un attimo. Ci riflette su per qualche secondo, ci rimugina, fino a scostare il libro e osservarlo meglio. E’ chiaro che stia pensando a qualcosa visto come socchiude un occhio e poi ipotizzare a voce che «La tua faccia mi è familiare» così, buongiorno.
H: «Willard?» chiede, ricordandosi immediatamente il cognome del giovane che gli sta rivolgendo la parola. «Mi venga un colpo!» esclama. «Certo che ti sono familiare! Harry Duffany, il miglior cercatore Grifondoro dopo Potter, non per niente siamo omonimi, non si può dimenticare!» Gli si allarga un sorrisone sulle labbra e abbassa gli occhi sulle tante buste ai piedi del giovane. «Ultimi acquisti, eh? Come stai? È parecchio che non ci si vede»
L: «Ah si, è un po’ una tradizione… Compro sempre qualcosa per l’ultimo dell’anno prima di trovarmi bloccato dai miei genitori senza calderone e fiale» inclina anche un po’ il capo «Benissimo, ho insegnato a Hogwarts negli ultimi quattro anni e ora sono entrato nella Straordinaria Società dei Pozionanti» qui però si può vedere l’orgoglio da come gonfia il petto e gongola un po’ «E avrai sicuramente letto dell’Ordine di Merlino»
H: «Sì, ho saputo dell’Ordine… Congratulazioni, in effetti» gli dice, alzando il bicchiere ancora semi pieno in suo onore. «Ah, cara vecchia scuola… com’è lavorare lì? Io riuscirei a insegnare Aritmanzia, con il mio lavoro ne ho spesso a che fare. Sono passati un bel po’ di anni dal diploma, ma ho ancora qualche buona nozione in materia. Io sono architetto… e ho anche un locale per adulti» aggiunge con soddisfazione. «Che sarebbe questo filtro della Non Esistenza?»
L: «Bello, emozionante ma anche stancante. Devi dimostrare una vera pazienza da Tassorosso la maggior parte delle volte, senza contare che c’è il rischio di esplosione ad ogni lezione se non controlli come stanno operando con il Calderone» facile capire che insegnasse Pozioni, anche se non l’ha specificato. «Per adulti.. Nel senso…» schiarendosi la voce e arrivando a rispondere all’ultima domanda «L’ho inventato due anni fa, permette di trasportare la propria coscienza nel Non Essere trasfiguratorio! Ecco, con quel Filtro è possibile vedere con i propri occhi quel piano dimensionale…»
H: «È un bel posto, progettato da me, ma l’ho dato in gestione a un mio amico, Neil Walsh, lo conosci?» chiede. «Si chiama The Maze, il nome è tutto un programma» aggiunge, ridacchiando beffardo. «Ottimo locale con cocktails degni di nome!»
L: «Non mi dice nulla» il nome di Walsh «Sembra interessante… Però per stasera devo passare per forza, se i miei non mi vedono per la fine dell’anno se la prendono di morte… E’ un modo come un altro per non far sentire loro il distacco tra i nostri due mondi» e qui è chiaro che non ha origini magiche se non dovesse essere poi di conoscenza di Harry «Però organizziamo per un’altra sera, anche solo per assaggiare uno di questi cocktail tanto decantati»
H: Fa spallucce e si scola il suo drink per la seconda volta. «Ci conto!» Ammicca con un sorrisino. «Al nuovo anno, amico!» Scende infine dallo sgabello e si avvia verso il saloon per prendere qualcosa da mangiare. «Ci sentiamo, ciao Willard!»