E qui arriviamo al punto politico. Nella Sua intervista Lei si intruppa nella schiera sempre più folta dei propagandisti dediti all’incultura delle masse, che distinguono tra due periodi del fascismo reale. Una fase buona e una fase “orrenda” che inizierebbe circa nel 1935 e sarebbe segnata dalle leggi razziali e dall’entrata in guerra. Alcune «scelte sbagliate», minimizza Lei, che non c’entrerebbero col Governo Mussolini della prima parte del Ventennio. Nel primo periodo (quindi quello non “orrendo”), la informo, si eresse un regime dittatoriale criminale, si assassinarono si esiliarono si incarcerarono si confinarono tutti gli avversari politici, si sciolsero Parlamento, partiti e sindacati, si annichilì lo Stato di diritto, si uccise la libertà di stampa, si fascistizzò l’Università, si “educò” militarizzandola persino l’infanzia dagli otto anni in su, si procedette a una schedatura di massa e all’iscrizione pressoché obbligatoria al Partito unico. Il Tribunale Speciale fu istituito nel 1926 e in tutta la sua immonda storia comminò 42 condanne a morte (31 eseguite) e 160 mila furono quelli ammoniti o sottoposti a vigilanza speciale; al confino furono inviati in 12.330. Questo avveniva fin dalla prima parte, quella del “fascismo buono”, quello del “governo Mussolini”, a cui si rifà Fratelli d’Italia che, per motivi di epoche diverse certamente non può appartenere al fascismo storico, ma innegabilmente è di “ascendenza fascista”. Quindi si può tranquillamente attribuire ai dirigenti di Fratelli d’Italia, ma anche alla Lega salviniana e a settori cospicui di Forza Italia, il “fascismo eterno” così ben descritto da Umberto Eco, ovvero quella “personalità autoritaria” che fu studiata e classificata in una ricerca commissionata ad Adorno, e altri, dalla Comunità ebraica statunitense. La consulti, Lei ci si ritroverà perfettamente. La mentalità autoritaria risulta l’esatta antitesi della mentalità liberale. Ha una logica totalitaria e linguaggio e pratica violenta. Ovviamente riconosciamo questa “mentalità o “pancia” nella composizione del Governo, nelle nomine parlamentari e in tutti i primi provvedimenti governativi. E noi, militi ignoti del liberalismo, non ci meravigliamo. Ci scandalizzano semmai gli pseudo avversari di Meloni che soltanto ora cascano dal pero. Dov’erano alcune settimane fa?
Polemica con Vittorio Sgarbi - il grande inganno: il fascismo buono e quello cattivo












