Tanti auguri mio Napoli
C'è chi si emoziona per un concerto, per un libro, un discorso importante... un colloquio. Poi ci sono io, emozionato come non mai per la prima domenica di campionato ed ancora di più per la prima in casa; perché non è uno sport qualsiasi... una squadra qualunque ed una città come le altre. È LA MIA CITTÀ, LA MIA MAGLIA E LA MIA CASA... contro qualsiasi tipologia di oppresione, ci saranno sempre persone in piedi su quei posti non assegnati, pronte per ribadire un concetto:" Siamo tutti figli del Vesuvio, fratelli in qualche modo e per 90' la settimana, tutti possono abbracciare chiunque si ritrovi vicino come se lo si conoscesse da una vita." Grazie a quello stadio abbiamo imparato a sognare, a toccare il cielo con un dito in un momento di pura emozione, slancio vitale e poi cadere nell'inferno un attimo dopo perché magari si sbaglia un rigore, oppure il Dortmund vince in casa del Marsiglia mentre Higuain zittisce l'Arsenal. Abbiamo imparato anche a piangere e che un 3-1 al Chelsea non basta mai. Abbiamo conosciuto l'Europa: Etihad Stadium, El Madrigal, Alliaz Arena, Stampford Bridge, Vélodrome, Emirates Stadium, Westfalenstadion, San Mames ed altre città Europee. Perché ci volete rassegnati, zitti, al posto nostro, in rappresentanza di un calcio malato e moderno. Non è contemplato. Siamo Napoletani. Dio benedica il calcio, quello vero - 'In un mondo che...'






