Io..
- Antonio Dikele Distefano.

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Io..
- Antonio Dikele Distefano.
Carpe diem
Dopo mezz'ora di sguardi incrociati te ne vai via così, e io non ho potuto fare altro che continuare ad gustarmi il live di James Senese.
In un tavolo pieno di persone sedute che parlano e ridono, io sono quella in un angolo a guardare, con un sorriso falso e con gli occhi distanti.
ragazza-contro-ilvento
Non vedo l'ora di iniziare l'università per poter studiare ciò che mi piace, ma non manca certo un po' di paura. Sia perché è un mondo completamente diverso da quello del liceo, sia perché sarà molto impegnativo, e anche perché temo che la mia timidezza possa rovinare il mio percorso.
PASSO 57
Ritiro ricco, sono fortunata e lo so. La mia squadra è davvero una famiglia. Mangiare insieme, dormire insieme, aspettarsi, abbracciarsi, prendersi in giro, spingersi, trattenersi, aiutarsi, diventare acque e poi scultori, pittori e danzatori.. e fare il siluro, unirsi e allontanarsi per essere più vicine e inseguirsi, parlarsi e guardarsi dritte negli occhi e alzare la voce e imitare e fare i versi degli animali e cantare.. bere, mangiare, confidarsi.
Sono ricca.
Io non me ne vado!
"..non restare sulla porta entra pure se ti va.."
A un mese e qualcosa prima dell'inizio del mio secondo anno di università ho deciso che voglio raccontarvi una storia.
Premettiamo che a me piacciono i ragazzi con i rasta. Non tutti ovviamente, perchè per essere bello con i rasta devi anche avere la "faccia da rasta". Premettiamo anche che dove abito io ci sono pochissimo ragazzi con i rasta, diciamo ch si contano sulle dita di una mano e non sono neanche un granché ( tranne uno che si vede ogni tanto che però è fidanzato con una ragazza stupenda).
L'anno scorso mi sono addentrata nel mondo universitario e tra paura ed eccitazione mi muovevo per i corridoi dell'edificio di lettere guardando ogni singola persona che vedevo e cercando confusa le aule dove dovevo andare a fare lezione. La mia prima lezione universitaria fu filologia romanza, cercai un posto nelle file in mezzo ma appena cercavo di sedermi mi dicevano "è occupato". Così mi sono seduta al primo banco, vicino ad un ragazzo molto carino e anche simpatico. Abbiamo chiaccherato un po', poi abbiamo seguito la lezione, che era anche molto interessante. I giorni seguenti mi sono seduta sempre vicino a persone diverse, finchè, alla quarta o quinta lezione di filologia, vedo un ragazzo con i rasta. Era di spalle perciò non potevo vederlo in volto, così lo spizzavo ogni tanto per vedere com'era. Ed era un figo. E' stato "amore" a prima vista. Ovviamente da quella volta ho cercato in tutti i modi di sedermi vicino a lui, ma sempre senza successo.
Finito il corso arriva il fatidico giorno dell'esame. Nel frattempo avevo scoperto come si chiama il suddetto rasta ma ancora non ci avevo mai parlato. Avevo scoperto anche che frequentava quasi tutti i miei corsi. Il giorno dell'esame arriva in ritardo e...si siede sulla panchina vicino alla mia. Ecco. Il momento perfetto per parlarci. Bastava dire qualcosa sull'esame, una battuta tipo " Oddio non ce la faccio più a ripassare" o cose simili. e sapete cosa ho fatto? NIENTE. Non ci ho parlato minimamente. Le mie amiche che nel frattempo mi ero fatta all'università, giustamente, me ne hanno dette di tutti i colori. Ma io purtroppo sono fatta così. Sono un disastro. Riesco a parlare con gli sconosciuti, non è questo, ma se devo parlare con la persona con cui voglio parlare...niente.
Poi una volta mi ci sono messa finalmente vicino, il caso lo devo alla mia amica che, essendo arrivata prima di me, si è messa apposta vicino a lui. Quella volta ci ho scambiato due parole, stava pure per prendersi il mio libro dell'Amleto, ma niente di che.
Poi ho scoperto che era abbastanza amico con un mio amico dell'università e quindi ho pensato "finalmente lo potrò conoscere". l'ho detto al mio amico e lui ha detto che avrebbe trovato il modo di presentarmelo. Tutto questo ovviamente non è successo. Non per colpa del mio amico, ma perché "non si è presentata la possibilità". Il giorno di un esame lui stava fuori a fumare e così sono uscita anche io con il mio amico per una sacrosanta sigaretta prima dell'esame. Lui ha cominciato a parlare con il mio amico e io mi sono intromessa nel discorso dicendo qualcosa ogni tanto ma anche stavolta niente di che.
Insomma, il punto è che quest'anno voglio riuscire a conoscerlo, cazzo. Non che dobbiamo diventare grandi amici o (magari) altro perché sentendolo parlare ( si origliavo anche i suoi discorsi quando si sedeva dietro di me ù.ù) Ho capito che è uno pieno di ragazze che gliela tirano in faccia, il fatto è che è diventata una questione di principio!
Ce la farò mai?
(L'esame comunque è andato bene)