Martyrs (2008) Dir. Pascal Laugier

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Martyrs (2008) Dir. Pascal Laugier
Gli occhi del Paradiso
Martyrs (2008) fanfiction
Lo strazio delle sue grida echeggiava tra i muri scoloriti dell’orfanotrofio. Quella struttura era per molti stata un rifugio dalla crudeltà dell’esterno, che li aveva gettati via, lasciati a marcire come la bambola di pezza di cui a una certa ci si vuole liberare, che si abbandona ad un’esistenza senza alcun pilastro, in un cassonetto, poiché troppo deturpata per piacere a qualcuno. Quella bambola rotta, in seguito al rifiuto del proprio essere, avrebbe dovuto ricucire da sola la propria identità, pezzo per pezzo, raccogliere ogni frammento, rammendare in qualche modo le parti mancanti, per potersi reggere in piedi.
Ma com'è possibile costruire il proprio sé in autonomia, senza l'ausilio del mondo, senza la stoffa necessaria per ricoprire le parti usurate?
Una bambola rotta e sola si ingegna a ripararsi con il tessuto che ha a disposizione, pezzi ritrovati qua e là, che non le appartengono.
Il risultato è inevitabilmente un'identità frammentata. Un'identità in cui la piccola bambola fatica a riconoscersi.
L'orfanotrofio aveva protetto tutti quei bambini, aveva offerto loro un tetto, un letto confortevole, il calore di altre anime sofferenti.
Per Lucie non era mai stato così.
I mostri non avevano smesso di inseguirla, neppure quando era al sicuro da quelle mani. La pelle ancora bruciava, in posti che nessuno sapeva fossero stati toccati, le pareti erano intrise delle sue urla soffocate dai singhiozzi, udite da nessuno. I demoni trovavano ogni volta un luogo in cui infilarsi, ribadendole la loro persistenza, ovunque lei si trovasse.
Erano ancora lì.
Non se n’erano andati: non era al sicuro, non lo sarebbe mai stata.
Non capiva come potessero gli altri non avere mai paura, e gli altri non possedevano la facoltà di comprendere ciò che vedeva lei. Erano tutti a conoscenza delle sue visioni, e nella loro innocenza le stavano alla larga, nel timore di essere contaminati, di venire a contatto con quell'ignota forza oscura che incombeva sulla mente della bambina. Tutti credevano fosse pazza, dubitavano di ogni sua parola.
Tutti, ma non Anna. Mai Anna.
Anna percepiva il suo dolore, percepiva il terrore nei suoi occhioni innocenti, quando la piccola Lucie le parlava di morte, tortura, abusi, quando si dimenava, quando le sue esili braccia erano ricoperte da tagli. Anna vedeva solo una vittima. La vedeva quando c’erano soltanto loro due, nascoste sotto le lenzuola a scambiarsi baci di nascosto, e le accarezzava i capelli corvini, la vedeva nel suo volto ormai maturo, nello sguardo privo di umanità, compiaciuto dei corpi massacrati a colpi di fucile, ammassati in una pozza di sangue.
L’aveva vista anche quando non era riuscita a salvarla.
Adesso, l’odore di stantio inebriava lo scantinato in cui era confinata. Il clangore delle catene di metallo arrugginito, che le stringevano gli arti, il buio soffocante, il calore di vomito e urina che le accarezzavano il corpo indifeso, il rumore degli schiaffi in faccia; ormai non le restava altro che questo.
Non rispondeva più ad alcuno stimolo, neppure alla voce di Gabrielle che le sussurrava che a breve sarebbe tutto finito, dopo aver contribuito a sfigurarle il volto. Ogni tentativo di opposizione, ogni urlo, ogni lacrima per impietosire, sarebbe stato vano. Non le restava che morire, come aveva fatto Lucie, come avevano fatto tutte le vittime. Chiuse soltanto gli occhi, contraendo il volto dal dolore, senza emettere alcun suono, la sua anima impaziente di raggiungere l’altro mondo.
Al di là di tutto il dolore, avrebbe davvero trovato l'eterna beatitudine?
Calò il silenzio. Fu in quel momento che la vide, contornata da una luce eterea.
Aveva dinanzi a sé, dinanzi agli occhi dello Spirito, il volto di Lucie, quello che nessun altro vedeva. Mentre le baciava dolcemente le labbra, al di là del sangue e dei cadaveri, al di là delle allucinazioni, al di là della crudeltà con cui ammazzava e si faceva del male, fu certa di averla vista sorridere.
Fu certa di aver visto il suo sguardo, oscurato a tratti dal sadismo, a tratti da una devastante sofferenza esistenziale, addolcirsi, rivolto solamente a lei. Per un singolo istante, Lucie sembrava non aver paura.
Era dunque quello l'aspetto che avevano gli occhi del Paradiso.
Day 30: and it goes to French Cinema, Martyrs is a film from 2008 about two childhood friends who decide to track down the people that abused them when they were children. One is seemingly dealing fine, who is Anna, and one got to a point that when she escaped she left someone behind, she was followed by a demon, the girl. The movie seemingly has 3 parts. Revenge, Torture then Transcendence. To understand you will have to watch because I don’t want to spoil it, the ending is a good one because it poses a question. Then uses the Kuleshov Effect coined by Hitchcock, the bypasses a question with stoicism. The ending poses a question not asked at the beginning of the film. Yet again the film was not disjointed, but was something very awkward. It is great. Yet might be too much to someone that can’t stomach torture. It’s an amazing horror. And practical effects exquisite. It was a hard watch but a good one! #martyrs2008 #martyrs #martyr #horror #31daysofhalloween #halloween #happyhalloween (at New York, New York) https://www.instagram.com/p/BpmXTFagyov/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=rj96i01mtqgp
O q fazer numa madrugada de domingo. Assista um filme nada agradável kkkk Assistindo martyrs (2008 e 2016) #madruga #movieterror #martyrs #martyrs2016 #martyrs2008 #domingoanoite #domingodemadrugada #ndprafazer