Ecco dove prendo le decisioni più importanti. A casa degli altri. Perché questo è tutto ciò che mi resta: l'ospitalità degli altri.
Partire per Lisbona o restare, lavorare qui vicino?
Milano. Fare la pendolare. Magari finire l'università. Magari prendere casa per stare da sola. Magari vivere a Torino. Magari smettere di evitare le solite cose. Magari smettere di credere nelle solite scuse. Non rifare gli stessi errori. Magari mettere radici per la prima volta. Magari fermarmi in un luogo alle mie condizioni.
O partire? Fuggire. Scappare da qui. Scappare da me. Scappare dalle cose che voglio. Scoprire chi sono lontana da casa. Scoprire chi sono senza la mia rete di sostegno. Poter dire di avercela fatta, finalmente, a vivere e lavorare all'estero.
È una questione di coraggio. Devo avere solo il coraggio di ascoltarmi ma in questo momento ho solo il terrore di non avere più nulla dentro. Di essere assente a me stessa. Di essere distante dalla versione di me che ho raccontato agli altri, o a me stessa. Come se il vuoto dentro mi togliesse l'equilibrio. Come se veramente avessi dimenticato me stessa dentro una relazione abusante. Dove sono?
Ora di me non resta nient'altro che un riflesso.
O magari è solo stitichezza.













