Perennemente incompresa.
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Perennemente incompresa.
Sono claustrofobica, non frequento le menti chiuse!
Basta basta basta basta basta basta mi scoppia la testa quando a scoppiare dovrebbe essere la sua bocca
È ora che la gente inizi ad assumersi le proprie responsabilità
Il mondo là fuori fa paura, lo affrontiamo insieme?
Vorrei tornare ad avere quelle manine che vorresti mangiarti, per quanto sembrano dolci. Ad avere quei piedini che vorresti mordere.
Vorrei tornare a quando non capivo la gravità degli errori, di nessuno.
Vorrei tornare a non dare troppo peso alle parole. A non dovermi preoccupare di ciò che dico e come lo dico.
Vorrei tornare a quando non sapevo il significato delle parole. Dei disturbi. Delle fobie.
Vorrei tornare a quando non sapevo il vero significato delle abitudini che ho. A quando facevo tutto, senza troppe paranoie.
Vorrei tornare a quando avevo crisi di pianto perché non avevo dato un bacino al mio papà prima di andare a scuola, e finché non sarei andata a casa non avrei potuto farlo quindi mi sentivo in colpa, perché avevo paura di non averlo più potuto recuperare.
Vorrei tornare a quando dare quel bacino non era così difficile. Vorrei tornare a quando abbracciare un mio caro non mi spaventava. A quando amavo e lo dimostravo.
Vorrei tornare a quando il mio unico problema del giorno era quello di aver bagnato le mutandine e di aver dovuto svegliare la mamma, che la mattina seguente si sarebbe dovuta alzare all'alba.
Vorrei tornare a quando scrivevo senza pensare se poi sarebbe effettivamente piaciuto a qualcuno.
Non so dire ciò che penso, se non scrivendo; non so essere me stessa, se non scrivendo; non so esprimere i miei sentimenti, se non scrivendo.
Non l'ho mai detto abbastanza ma dovete saperlo, vi voglio un bene dell'anima cazzo. Vorrei tornare a quando scrivere o dire discorsi tremendamente lunghi non era motivo di imbarazzo, perché si, dopo averlo fatto con le persone (forse) sbagliate, lo è diventato.
Vorrei tornare a quando seguivo quello che mi dicevano e mi fidavo; a quando non avevo ancora mie idee. Ora che ho autonomia nel pensiero razionale non so cosa e come pensarla in molte, troppe cose.
Vorrei tornare a quando non mi interessava di non avere una pancia piatta, di avere smagliature o imperfezioni sul viso, questo perché la società finché sei piccola non ti impone nulla, poi cresci e, guarda caso, ti mettono in testa inutili e insensate paranoie. Vorrei tornare a quando il ciclo era un pensiero inesistente. A quando non ne sapevo ancora l'esistenza. Mi mettono paura tutti i diritti che ancora non abbiamo raggiunto, tutte le cose che ci vengono ancora private. (Possiamo dare la vita, la cosa più bella al mondo, non vergognamoci di avere un assorbente).
Vorrei tornare a quando i sorrisi di ogni giorno non erano mai finti.
Vorrei, anzi, voglio.
È arrivato il momento di vivere la nostra vita in prima persona, non passivamente.
Per chi sta ancora leggendo: vi voglio tanto bene, grazie!🥺
Prendiamola in mano sta cazzo di vita.<3