eccomi di nuovo qui, a 29 anni, nello stesso posto dove vomitavo i miei problemi da adolescente metallara. non è cambiato un cazzo, o forse è cambiato tutto e io sono solo rimasta incastrata.
vado in terapia, parlo di autostima, cerco di "mettermi al centro", ma la verità è che al centro ci sono sempre gli altri. l'opinione degli altri, il successo degli altri, la vita degli altri. io sono solo un'ombra sullo sfondo, un rumore bianco. mi distruggo da sola paragonandomi a colleghe che sembrano avere tutto sotto controllo, che studiano, che funzionano, mentre io mi convinco di essere quella mentalmente incasinata. è un malessere autoinflitto, una punizione che mi infliggo senza motivo. e tutto per cosa? per aver avuto a che fare con uno stronzo narcisista? per uno che aggiungeva tantissime ragazze sui social? per uno che cercava distrazioni superficiali perché ha una vita infelice e non sa come riempirla se non provando a svuotare la mia?
mi chiedo se sono davvero così debole da lasciarmi definire da uno stronzo che non sa nemmeno cosa sia la responsabilità. uno che si nasconde dietro un'immagine grandiosa perché ha il terrore di essere guardato per quello che è: un bugiardo che io ho smascherato. non posso più permettere che il mio valore venga misurato con il metro di chi non vale nulla. non posso essere la vittima di una guerra che lui ha già perso con se stesso.
eppure eccomi di nuovo qui, a scrivere dei miei mostri, dei miei demoni interiori. sono di nuovo qui ad ammettere di essere una persona che dipende da tutti tranne che da se stessa.















