Ero attratta dalle api perché intuivo che l'alveare racchiudeva un'antica saggezza in grado di darmi insegnamenti preclusi ai miei genitori. È dall'ape mellifera, una specie sopravvissuta negli ultimi cento milioni di anni, che ho appreso la perseveranza.
“La geometria delle api” di Meredith May è stato il regalo bellissimo in un pomeriggio d’estate di tempi ancora non sospetti di una mia amica, che conosce bene la mia passione. Edito da Mondadori è rimasto a sopire nella pila delle cose da leggere da tempi immemori ma sapevo che lo avrei apprezzato perché racconta le avventure di una ragazzina che diventa adulta sempre accompagnata dagli insegnamenti dei miei insetti impollinatori preferiti. Diventare adulti è difficile ma se c’è qualcuno che ci guida e ci aiuta forse lo è un po’ meno.
Quando nel 1975, a cinque anni, Meredith parte dal Rhode Island con la mamma e il fratellino Matthew per andare a trovare i nonni materni in California, ha solo una speranza: vedere i suoi genitori di nuovo insieme. Ma in breve tempo la separazione sfocia in un divorzio, e quella che doveva essere una breve visita si rivela un trasferimento. La nuova vita per i bambini sembra comprimersi fra la silenziosa depressione della mamma, consumata a letto insieme alle tante sigarette, i libri di astrologia e le lattine di cola, e le regole della nonna, un’insegnante molto incline al comando e poco all’affetto. Nel cortile della nuova casa è nascosto un misterioso vecchio autobus militare dove il nonno ha installato il suo laboratorio artigianale per la preparazione del miele. Meredith non vede l’ora di entrarci, ma prima ci sono molte cose che deve imparare: per esempio che le api non ti fanno del male se tu non ne fai a loro, che dall’impollinazione dipende la produzione del nostro cibo, e che come noi le api comunicano, in una lingua segreta fatta di comportamenti, suoni e odori. Mentre il caos sembra travolgere la sua esistenza, è fra le api mellifere che la bambina trova un rifugio sicuro. Il loro ordine, improntato alla perseveranza e alla determinazione e nel quale tutto, dalla nascita alla morte, ruota attorno alla protezione di una famiglia che supera i legami di sangue, le permette di dare significato alle relazioni umane e di affrontare piccoli e grandi cambiamenti della crescita, fra insegnanti hippy, ragazzini ostili, nuovi parenti, un’amica del cuore, diverse incarnazioni della «Mamma dei Sogni» e la scelta del college. Accompagnando il nonno nei viaggi in pick-up lungo la costa, in cerca di miele o dell’ape regina, ascoltando i suoi racconti che paiono usciti da un romanzo di Steinbeck e aiutandolo sull’autobus, Meredith scopre non solo la vita nascosta della natura selvaggia ma pure il senso di un amore incondizionato che le dà la forza per immaginare il proprio futuro e per affrontare la verità dietro i comportamenti bizzarri e ostili della madre.
Ho iniziato a leggere questo libro mentre tornavo a casa per Natale e sapevo che mi avrebbe un po’ portato a casa. Si tratta dell’autobiografia dell’autrice e del suo viaggio nella vita accompagnata sempre dagli insegnamenti di suo nonno e del mondo delle api. La sua vita non è stata facile, la separazione dei genitori, il trasferimento dal Rhode Island alla periferia della California, il contrasto con l’umore sempre più ballerino della madre, la severità delle regole della nonna, la consapevolezza dell’inevitabile fine della spensieratezza dell’infanzia, segnano, inevitabilmente, la vita di Meredith e la sua capacità di crescere e affrontare le difficoltà. Ogni capitolo che segue un determinato periodo storico della vita di Meredith è incentrato su una delle scoperte degli insetti impollinatori, una tradizione da tramandare, una cura da regalare, in un momento in cui dentro un autobus fermo in un cortile inizia e finisce tutto il suo mondo interiore. Non è facile scendere a patti con la vita che imperversa dentro di lei, ma Meredith si accorge presto che più attenzione regali al mondo che ti circonda, più sei attenta e delicata, più ne sarai ricompensata. E soprattutto capisce che ci sono infinite forme d’amore e non sempre siamo in grado di comprenderle tutte. A volte non riusciamo a capire le decisioni degli adulti che ci circondano, o le capiamo troppo tardi, e rendersi conto che i nostri genitori non sono le persone infallibili che credevamo da piccoli è molto complicato. È sempre una questione di fiducia anche quando tutto intorno a noi sembra essere instabile, o forse proprio in quel momento. L’unica cosa che possiamo fare è aggrapparci più che possiamo alle persone che amiamo e capire quando fare un passo indietro. Ma Meredith ci mostra anche quanto sia importante ascoltare la natura e quanto siano preziose le api, quanto ci possono dare e quanto siano fondamentali per il nostro ecosistema. Un memoir è sempre lo scorcio nella vita di chi lo racconta, ma le prospettive che regala possono essere fondamentali al lettore per capire qualcosa di sé e credo che “La geometria delle api” sia un po’ come la quadratura del cerchio, non copre perfettamente i nostri pensieri, ma sicuramente li può approssimare.
Il particolare da non dimenticare? Una vasca da bagno…
Questo libro ha la forza di una rivelazione e il conforto di un luogo sicuro in cui crescere e scoprire la propria forza e le proprie debolezze. Sempre accompagnati dalle api che tracciano una guida e regalano immense scoperte.