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Se l’arte è una dura sostanza, percorrila in silenzio. Non troverai alcun uomo in fondo ad aspettarti. Né troverai l’ulivo della tua pace migliore. Se l’arte è profonda come tua madre, ascoltala in silenzio: è lì che si muore.
Spazio spazio io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita;
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
«Spazio spazio io voglio» dalla raccolta Vuoto d’amore, Alda Merini, 1991.
Come crepiti nelle mie mani.
Da quando ti ho conosciuto
ho perso i valori estremi della vita
Sai quanto pesa una carezza?
~ Alda Merini
Come crepiti nelle mie mani.
Da quando ti ho conosciuto
ho perso i valori estremi della vita
Sai quanto pesa una carezza?
- Alda Merini
Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto sempre di non essere mai abbastanza.
Da queste profonde ferite usciranno farfalle libere.
~ A. Merini
"Gli uomini la lasciavano vivere. Avevano capito che comunque quella donna non oscurava nessuno. Incendiava solo se stessa, era un rogo vivente, un’anima che aveva messo in mostra il corpo perché, contrariamente ai rituali soliti, aveva sovvertito la credenza degli altri dimostrando con la propria virtù che l’anima precede la carne."
Alda Merini, "Lettera a un racconto"