NERO - E LA DANZA È SEGRETA
Un video polarizzato, in cui ci si perde per poi ritrovarsi, in cui il rifiuto di vedere e farsi vedere porta infine a venire a patti, lentamente, con la poca, crudele luce che ancora riesce a raggiungerci.
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Si tocca il fondo. Ci si mette a scavare, sperando in un'uscita agli antipodi che ribalti tutto: fuso orario e direzioni, altitudini, convenzioni. Poi inevitabilmente ci si perde nel buio, e che meraviglia scoprire che alla fine non è freddo come si dice.
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Nero è un viaggio notturno, una discesa agli inferi, un’odissea metropolitana. Vive nelle assenze, nei vuoti: dove tutto si spegne, dove la luce taglia netta. Nero è il paradosso che si nasconde dietro gli occhi chiusi, sotto le percosse, nell’intossicazione, insomma nel fondo del gioioso pozzo oscuro che è il nostro istinto irresponsabile, libero: pericoloso e fertile insieme. Vinciamo solo quando siamo felici di perdere.
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Racconta di uno che al lavoro non respira per deglutire il vomito, per cui la sera guarda le bottiglie dalla parte del tappo senza il tappo e poi fa il gallo dalla parte dei pugni che fa più male.
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Riappropriamoci del Nero come di un colore vivo, il colore della scoperta di sé, delle profondità della psiche, delle acque calme e sotterranee della coscienza, delle libertà irresponsabili e ingenue, che non prevaricano, che non si impongono, ma che si costruiscono, si conquistano.
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Lo sguardo fissa la realtà. Quando mi guardi mi definisci. Al buio siamo tutti gatti di Schrödinger: temiamo l'avvento di una luce, aspettiamo lo scintillio di un paio d'occhi per scoprire se siamo vivi o morti... mentre nel nero siamo Tutto, e forse è meglio così.












