Color Zagor n.13 - La prigioniera degli Huron Mignacco, Romeo, Piccinelli Ed. Bonelli - agosto 2021
L'approccio estetico di questo albo speciale si avvicina alle mie aspettative per un restiling grafico dello Spirito con la Scure più in linea con le belle copertine di Piccinelli (anche se questa la trovo un po' pacchiana, forse anche gravata da un pesante arancione, sicuramente efficace per spiccare in edicola, ma decisamente molto più retorico che realistico).
La passione per la natura incontaminata e per gli spazi dell'Avventura di Guido Nolitta, amorevolmente citato nel redazionale, vengono testimoniate nelle belle tavole iniziali dove un pantheon di animali fanno bella mostra di loro durante i primi passi dell'intramontabile duo di protagonisti. Certo, se fosse per Cico, ce ne sarebbe qualcuno in meno, ma la dieta stavolta gli darà la forza per resistere fino alla cucina della simpatica Minerva.
Dopo la cena, l'ormai sempre più consueto racconto zagoriano, stavolta grazie alla penna di Mignacco che mette un altro tassello in un mosaico ricco e variopinto come solo la casacca dello Spirito con la Scure può sopportare.
Da qui in poi di passi lenti e cadenzati ne vedremo davvero pochi e tutta la storia consisterà in un lungo inseguimento tra due vecchi amici e un gruppo di indiani malvagi di cui appena incontrati perderemo ben presto il conto tra cambi di scena repentini, sfide incrociate, fughe e ritorni in un scontro lunghissimo ed estenuante.
In tutto questo tourbillon vediamo la nascita di un clan di amazzoni di Darkwood, un Banack che non suda e non si lava mai la faccia, ma che finalmente mette pace nella sua coscienza e l'apparizione finale e da urlo di una Shikan che non ha nulla da invidiare a una cover girl o a una top model.
I colori sono giocosi e accesi, a volte anche un po' troppo, un esempio è l'ultima vignetta di pagina 26 dove le linee cinetiche sono un po' eccessivamente enfatizzate con un effetto samurai del Sol Levante (ma evidentemente ho una resistenza nei confronti dei rossi/arancioni di cui colgo la valenza dinamica, ma che trovo un po' troppo enfatici). Il gioco cromatico delle carnagioni favorisce molto la lettura dell'episodio in doppio flashback in cui Zagor e Banack si sostituiscono e lo chiarisce senza bisogno di molte parole; peccato per le carnagioni dei commensali a inizio tavola 16: con tanta cura profusa, spicca la svista.
Un'altra parola sui disegni, a tratti un po' rigidi, denotano un grande lavoro sulle anatomie ed evidentemente la Romeo non è esente al fascino del bello, del muscolo e dei tratti gentili di uno Zagor mai così giovane Alain Delon. Insomma a volte si ha l'impressione di essere di fronte a una rassegna di pin-up: il che, per l'amor del cielo, non guasta affatto!
In definitiva una storia molto dinamica ed estiva che accontenterà sia gli amanti dei bei paesaggi che quelli del Zagor vecchia maniera: abilissimo cercatore di tracce (ma stavolta sembrano un po' impresse con gli stampini, poco degne di un abile gruppo di indiani Huron), scazzottatore indefesso e coraggioso scavezzacollo.
Per fortuna pare che la sentinella di pagina 72 non l'abbia sentito, forse era meglio bisbigliare...









