Mobilità sostenibile o assurdità insostenibile?
Avete presente l’odore dell’erba ancora fresca di rugiada, della breccia che scricchiola sotto le ruote della vostra bici, del silenzio del bosco che vi accoglie al mattino presto, del suono di campane bucoliche?
Bene scordatevelo, in nome della mobilità sostenibile.
Questa mattina la mia attenzione è stata catturata dall’appello di un amico escursionista, che metteva in evidenza come si sta procedendo ad asfaltare uno dei pochi percorsi escursionistici sterrati della nostra meravigliosa Murgia ove si conserva ancora una natura magnifica fatta di macchia mediterranea, boschi di querce e tanta pace.
Bene, tutto questo accade all’insegna della mobilità, quella insostenibile.
E i lavori, seguiti in un silenzio assordante, sono già in corso. Il primo tratto della Ciclovia dell’acquedotto pugliese da Locorotondo a Ceglie Messapica, un pregevole tratto di interesse cicloturistico nel cuore della Valle d’Itria, sarà asfaltato di conglomerato e altre sostanze che di ecologico hanno solo i nomi, entro un anno.
“Al termine dei lavori, finanziati dalla regione con 1,8 milioni di euro, la strada di servizio dell’AQP lungo il canale principale sarà ciclabile e sicura. Lungo gli 11 km del percorso – spiega Minervini - saranno aperti gli accessi (attualmente vietati), rifatta la pavimentazione, realizzate aree di sosta e segnaletica. Il nostro intervento è strategico per il potenziale che le ciclovie possono esprimere sul fronte del turismo sostenibile e dello sviluppo economico di attività collegate, come i servizi connessi al cicloturismo ed escursionismo (guide, accompagnatori, ciclofficine). Servizi che possono generare una nuova economia che si muove nel pieno rispetto e tutela del paesaggio e del territorio”.
Qui tutto l'articolo http://mobilita.regione.puglia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=10971%3Apresentata-oggi-la-ciclovia-dellacquedotto&Itemid=12727
(ecco il rendering della "folle" opera prevista)
Ricapitolando quindi, il limite del cicloturismo in Puglia è la breccia e tutto quello che rimane ancora vero ed originale. Peccato che questa gente non ha mai praticato mountain bike o escursionismo con lo spirito di un vero cicloturista perchè capirebbe molto rapidamente che far percorrere la via dell'Acquedotto nelle nuove condizioni, sarebbe come far correre la Parigi-Dakar in autostrada.
E poi 1,8 milioni di euro per 10 km di ciclabile da percorrere in un quarto d’ora?
A questo punto non rimane che fare un appello a:
Guglielmo Minervini in nome della su politica "open" e "fatta in casa"; a Fabiano Amati in nome del suo amore per la storia dell'Acquedotto Pugliese; ad Antonio Decaro per il suo impegno in tema di mobilità, trasporti e ambiente; a Silvia Godelli in nome di quel nuovo turismo alternativo che ci può essere comunque e a Vendola se ci tiene ancora a quello che ha sempre promesso, il rispetto delle terre e dei territori del Sud.
Spero che riescano questa volta a mettere in atto un gesto di sana politica, quella che riconosce le atrocità di una grammatica dettata da vincoli europei a volte esagerati (offrire al popolo degli utenti a “trazione muscolare” sempre più in crescita, che potranno provenire anche da fuori regione e dall’estero, un’infrastruttura espressamente dedicata alla mobilità non motorizzata) e spesso troppo legati a fondi e interessi che di naturale non hanno nulla.
(la rabbia esplosa sulla rete, tra i "veri" cicloturisti)
Dobbiamo lasciare alla sua normalità, quella di sempre e quella che vogliamo veramente, uno dei più bei tracciati in grado di farci sentire ancora a contatto con la natura.
Spero che questa volta i Pugliesi, rappresenteranno una buona volta il loro carattere.
Ecco quanto sosteneva Tommaso Fiore in Formiche di Puglia, una delle più belle descrizioni del nostro popolo che abbia mai letto: "i Pugliesi capaci di credere a draghi e a maghi ma razionali nel profondo".
E che questa volta la razionalità accompagni soprattutto i nostri politici. Quelli Pugliesi.