La bestia mi risputa fuori insieme ai miei dolori
Ruota la coda su se stessa e valuta i miei errori
Io che annusavo i suoi capelli, raccoglievo i fiori
Sarò costretto per l’eterno a non sentire odori

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La bestia mi risputa fuori insieme ai miei dolori
Ruota la coda su se stessa e valuta i miei errori
Io che annusavo i suoi capelli, raccoglievo i fiori
Sarò costretto per l’eterno a non sentire odori
Io che annusavo i suoi capelli e raccoglievo i fiori. Sarò costretto per l’eterno a non sentire odori.
@ilragazzoparanoico98
Made a triptych for Enteli's Ghoti species. These guys are part of the mailing testing phase! They’re going to their respective owners to test the mailing system for potential commissions, both in the US and overseas.
-’Posterboy’: The first one belongs to Jedni, the creator of the species! -Shrundush: A crazy neon-colored Ghoti who belongs to Chaosaholic! -Minosse: The double-limbed bab of xFroggiii, with his long and elegant tail!
AS AN UPDATE: Since I actually made these a fair time ago and just never updated my Art Tumblr, they all made it to their homes in mint condition, so I’m comfortable with sending these in the mail.
Want to support my endeavours and maybe help fund future projects? Consider donating to my Ko-Fi! Alternately, I still have spaces left on my Commissions, if you want to buy a set of your own.
MINOSSE: intrighi, amori e insane passioni
Anastasia ci racconta la storia di #Minosse, il mito del #Minotauro e molto altro ancora in questo articolo dal notevole concentrato di #mitologia
“All’origine di una serie di avventurosi, travagliati, funestissimi amori c’è la divorante passione di Zeus per una ragazza di nome Europa”(Eva Cantarella, L’amore è un dio – Il sesso e la polis). Europa era la figlia del re fenicio Agenore. Zeus se ne invaghì e, essendo abituato a soddisfare le sue voglie, disse ad Ermes di far avvicinare i buoi del padre della ragazza verso quel luogo (per non…
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Pioggia di fuoco sui violenti ed io non mi sono amato
Mi son domandato:
“In quale modo puniranno quei peccati miei?
Se bruciato dagli dei, condannato con i rei"
La civiltà perduta di Creta
Una delle civiltà più importanti del Mediterraneo è stata senza dubbio quella di Creta. La principale città di tale antica civiltà era Cnosso. Cnosso ora un semplice villaggio esiste ancora. Schliemann che aveva trovato Troia e insegnato al mondo che le leggende greche andavano prese abbastanza sul serio era stato ben consapevole delle allusioni di Omero a Cnosso e altri luoghi dell’isola. Egli aveva avuto il progetto di scavare a Cnosso ma aveva litigato con il proprietario terriero locale e poco dopo era morto. Quando l’archeologo Evans vide i mucchi di macerie e le rovine che avevano affascinato Schlieman fu preso dal desiderio di compiere degli scavi. Ma il governo turco che dominava su Creta rifiutò di fargli compiere gli scavi. Quando Creta venne liberata Evans tornò acquistò il resto della proprietà e ottenne l’aiuto del nuovo governo e ingaggiò 150 operai per farsi aiutare negli scavi. Evans impiegò soltanto 9 settimane a fare una sensazionale scoperta. Le rovine della ritenuta mitica Cnosso distendevano a poco più di un metro di profondità. Lo sbalordito Evans si ritrovò a contemplare una estesa complessa rete di mura che copriva almeno sei acri. Le cantine contenevano chilometri di magazzini. In quelle cantine Evans trovò quello che cercava: una massa di quasi 2000 tavolette d’argilla e sigilli di pietra. Evidentemente il fuoco nel distruggere il palazzo aveva incidentalmente colto e preservato le molli tavolette. Evans si aspettava fiduciosamente di poter decifrare pittografie e scritti ma non ci riuscì mai. Risultò che erano in tre diverse lingue sconosciute una delle quali è tuttora impenetrabile. Evans annunciò che avrebbe avuto bisogno di un anno per trovare qualcosa di interessante. Dobbiamo dire che Evans era andato a Creta per decifrare un sistema di scrittura ma aveva scoperto una civiltà. Alla fine egli dimostrò che le navi minoiche attraversavano i mari fin dal 4000 a.C. prima di qualsiasi altra potenza marinara conosciuta. Quella civiltà che risaliva fino ai giorni più antichi del genere umano era vecchia almeno quanto i faraoni e forse molto di più. Agli stranieri doveva essere apparsa benigna e pacifica oltre che grande. Non c’erano fortificazioni su Creta. Il porto di Heraklion come lo chiamavano i greci era più grande di quello di Atene. Dall’altra parte dell’isola sulla sponda meridionale c’era Sesto e anche il maestoso palazzo privo di fortificazioni. In seguito altri due palazzi vennero alla luce su Creta. Gli archeologi cominciarono a rendersi conto che la cultura cretese aveva avuto come suo centro il palazzo. Uno dei dati più sorprendenti della cultura cretese era l’assenza di fortificazioni. Ma perché non esistevano Mure esterne di difesa? Perché mancavano praticamente i segni dell’esistenza di armi o di soldati proprio fino agli ultimissimi anni dell’impero? Gli storici hanno cercato di dare una risposta convivente a tale importante domanda. Il controllo dei mari da parte di una flotta potente poteva spiegare perché i signori minoici si sentissero al sicuro contro le invasioni dal mare. Ma come si difendevano se per caso un signorotto veniva aggredito da un altro? È possibile che non vi fosse bisogno della protezione della polizia o della sua opera di coercizione contro le rivolte di individui delle classi inferiori? Questo è senza dubbio un altro interessante mistero della civiltà cretese. Nell’ambito di tale civiltà un ruolo di grandissima importanza è stato attribuito dagli storici al re cretese Minosse. Molti studi sono stati effettuati dagli storici riguardo la figura di Minosse. Sembra ora che i minosse fossero molti non uno solo. Infatti dopo molti anni di studio gli studiosi si sono resi conto che i dominatori di Cnosso venivano chiamati sempre Minosse allo stesso modo che quelli dell’Egitto si chiamavano tutti faraone. Secondo James Frazer grande esperto di magia e di religione ogni otto anni Minosse si arrampicava fino alla grotta sul monte Ida e rendeva conto del suo operato di re a suo padre divino Zeus. Ma qual è il significato da attribuire a tale tradizione? La tradizione in questione faceva chiaramente riferimento al fatto che senza quel "rinnovo” ogni otto anni avrebbe rischiato di perdere il trono. Perché ogni otto anni? Perché secondo Frazer soltanto una volta ogni otto anni la luna piena coincide con il giorno più lungo o con il più corto dell’anno. Tale fatto fa pensare che i minoici avevano tenuto registrazioni esatte del sorgere e del calare del sole e della luna intuitivo che tra quel rinnovo del potere del re e il tributo di giovinetti e fanciulli ogni otto anni da parte di Atene dovesse esserci un nesso concreto. Questo è un motivo per sospettare che la leggenda del Minotauro non era del tutto falsa. Ma che cosa accadeva a quei ragazzi e a quelle ragazze ateniesi una volta arrivati a Cnosso? Frazer pensava che quei giovani giocassero un ruolo in un rito orribile. A tale riguardo Frazer scrive: ”Forse venivano arrostiti vivi dentro l’immagine improvviso di un toro o di un uomo dalla testa di toro al fine di rinnovare la forza del re. Questo in tutti i casi è suggerito dalla leggenda di Talo il gigante di bronzo che abbracciava gli uomini e si gettava con loro nel fuoco. Si diceva che fosse stato messo da Zeus a guardia dell’isola di Creta di cui faceva il giro tre volta al giorno. Secondo un racconto era un toro. Non è escluso che le vittime umane da sacrificare al l’idolo venissero arrostite dentro il suo corpo vuoto”. I greci dicevano che Talo era un gigante di bronzo il quale teneva lontani gli stranieri da Creta scambiando grossi massi contro le navi che si avvicinavano all’isola oppure si diceva che diventa incandescente e chi sconfinava veniva bruciato a morte dal suo abbraccio. Se la gente di quel tempo credeva effettivamente a tale racconto tale credenza poteva spiegare l’assenza di fortificazioni sull’isola dal momento che nessuno avrebbe mai osato avvicinarsi a Creta. Inoltre alcune leggende mettevano in relazione Talo col grande inventore Dedalo dal momento che sostenevano che Talo era nipote di Dedalo. Secondo altre legende Talo era l’apprendista del grande inventore. In ogni caso qualunque fosse la verità che si nascondeva dietro quelle leggende Minosse Talo e l Minotauro del labirinto facevano sì che Creta sembrasse quando mai poco invitante verso gli stranieri. Prof. Giovanni Pellegrino Read the full article
Nella mitologia greca Garamante detto anche Anfitemi è uno dei figli di Apollo e Acacallide e dunque nipote di Minosse, re di Creta. Fratello di Nasso e Mileto, la madre partorì Garamante al tempo …