Una mattina, all’improvviso, il sole s’impone, il cielo si schiude e appare, maestoso, il monte che darà un senso a tutto quanto. – Presto, alzati! Si vede il Monte Kenya! Se non ti spicci si copre di nuvole. – Com’è? – risponde Benuzzi a Umberto, il compagno di baracca, mentre si allaccia le scarpe. – In gamba. Ha qualcosa del Monviso, ma lo batte. Sbrigati! Di fronte al massiccio argenteo e scuro, ai ghiacciai che brillano al sole, alle creste di basalto che spiccano come asce di cavernicolo levate al cielo, Felice rimane incantato. Un assetato di fronte a un miraggio. Il miraggio è, infatti, il titolo di questa prima parte del libro. Dura un momento, poi il cielo serra i ranghi e prosegue, opprimente, la stagione delle piogge. Per lunghi mesi, Benuzzi non riceve nemmeno la posta. Dal campo di Dire Daua, in Etiopia, dove ha lasciato la moglie e la figlia di otto mesi, giungono voci di una letale epidemia di morbillo. Finalmente il Monte Kenya riappare, e stavolta si smuove qualcosa. – Esiste un futuro! – esclama Felice. – Se si sa crearlo, se si sa osare, se si sa preparare. Tu puoi rimettere in moto il tempo se ti sai impegnare a fondo con tutto te stesso!
Point Lenana - Wu Ming 1 e Roberto Santachiara (2013)













