_____𝙐𝙊𝙈𝙄𝙉𝙄 𝙄𝙇𝙇𝙐𝙎𝙏𝙍𝙄 𝘿𝙄 𝙉𝘼𝙋𝙊𝙇𝙄_____
“𝙇’𝙀𝙦𝙪𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙐𝙢𝙖𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙍𝙚𝙣𝙖𝙩𝙤 𝘾𝙖𝙘𝙘𝙞𝙤𝙥𝙥𝙤𝙡𝙞
𝙙𝙖 “𝙄𝙡 𝙋𝙖𝙧𝙖𝙙𝙞𝙨𝙤 𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙛𝙚𝙩𝙩𝙤” 𝙙𝙞 𝙑𝙞𝙩𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙋𝙖𝙡𝙞𝙤𝙩𝙩𝙞
𝙉𝙤𝙩𝙖 𝙞𝙣𝙩𝙧𝙤𝙙𝙪𝙩𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙖 𝙘𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙚𝙡
#𝘾𝙤𝙡𝙡𝙚𝙩𝙩𝙞𝙫𝙤𝙙𝙞𝙨𝙘𝙧𝙞𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖𝙖𝙡𝙪𝙣𝙣𝙞𝙙𝙚𝙡𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤
𝘽𝙧𝙖𝙣𝙞 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙞, 𝙘𝙤𝙧𝙧𝙚𝙩𝙩𝙞 𝙚 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙜𝙧𝙖𝙩𝙞 𝙙𝙖 𝙉𝙪𝙣𝙯𝙞𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙍𝙪𝙨𝙘𝙞𝙖𝙣𝙤, 𝙘𝙤𝙣 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙞𝙗𝙪𝙩𝙞 𝙛𝙞𝙡𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙘𝙞 𝙚 𝙢𝙖𝙩𝙚𝙢𝙖𝙩𝙞𝙘𝙞
𝘗𝘦𝘳 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘭’𝘢𝘳𝘨𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘳𝘪𝘨𝘰𝘳𝘦 𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘰, 𝘥𝘪 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘦𝘭𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘧𝘦𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘴𝘶𝘥𝘥𝘪𝘷𝘪𝘴𝘪 𝘪𝘯 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘢𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘪𝘰.
𝙉𝙤𝙩𝙖 𝙞𝙣𝙩𝙧𝙤𝙙𝙪𝙩𝙩𝙞𝙫𝙖
𝘜𝘯𝘢 𝘣𝘳𝘦𝘷𝘦 𝘳𝘪𝘧𝘭𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘶 𝘙𝘦𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘊𝘢𝘤𝘤𝘪𝘰𝘱𝘱𝘰𝘭𝘪 𝘦̀ 𝘥𝘰𝘷𝘦𝘳𝘰𝘴𝘢: 𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘮𝘢𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘰, 𝘮𝘢 𝘶𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘴𝘪 𝘦̀ 𝘪𝘯𝘵𝘳𝘦𝘤𝘤𝘪𝘢𝘵𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪. 𝘓𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘨𝘦𝘯𝘪𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢, 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘶𝘵𝘢 𝘢 𝘭𝘪𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦, 𝘴𝘪 𝘧𝘰𝘯𝘥𝘦𝘷𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘢, 𝘤𝘰𝘭𝘵𝘪𝘷𝘢𝘵𝘢, 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘤𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘱𝘢𝘻𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘧𝘪𝘭𝘰𝘴𝘰𝘧𝘪𝘢, 𝘥𝘢𝘭𝘭'𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘰 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘢𝘭𝘭'𝘢𝘯𝘵𝘪𝘤𝘰𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘵𝘢𝘨𝘭𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦. 𝘛𝘳𝘢 𝘪 𝘴𝘢𝘭𝘰𝘵𝘵𝘪 𝘮𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀, 𝘭𝘦 𝘴𝘶𝘦 𝘦𝘴𝘦𝘤𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘢𝘭 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰𝘧𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘶𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘭𝘭'𝘢𝘷𝘢𝘯𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘪𝘢, 𝘊𝘢𝘤𝘤𝘪𝘰𝘱𝘱𝘰𝘭𝘪 𝘩𝘢 𝘴𝘢𝘱𝘶𝘵𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘢𝘳𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘭'𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪: 𝘳𝘪𝘣𝘦𝘭𝘭𝘦, 𝘦𝘤𝘤𝘦𝘯𝘵𝘳𝘪𝘤𝘢 𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢. 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘣𝘳𝘢𝘯𝘰, 𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭'𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘝𝘪𝘵𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰 𝘗𝘢𝘭𝘪𝘰𝘵𝘵𝘪 𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘨𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘵𝘪 𝘧𝘪𝘭𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘪 𝘦 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘮𝘢𝘵𝘪𝘤𝘪, 𝘳𝘪𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘳𝘦 𝘪 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘴𝘢𝘭𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢, 𝘵𝘳𝘢𝘤𝘤𝘪𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘪𝘭𝘰 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘶𝘰𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦, 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘨𝘦𝘯𝘪𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘶𝘦 𝘧𝘳𝘢𝘨𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀, 𝘩𝘢 𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘴𝘦𝘨𝘯𝘰 𝘪𝘯𝘥𝘦𝘭𝘦𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘮𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢, 𝘮𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘢𝘮𝘢𝘵𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀.
L’Equazione Umana
Il primo paragone che viene alla mente è quello con i matematici dell’antica Grecia i quali, come lui, erano anche filosofi, eccellevano nell’arte di suonare strumenti musicali e, per le stravaganze cui si abbandonavano, venivano guardati con stupore dalla maggior parte dei contemporanei.
Bene: l’atmosfera di leggenda che, in vita, circondò Renato Caccioppoli, si è ora più che mai accresciuta, e non per effetto gratuito, bensì per il fatto che molte di quelle che, un tempo, erano sembrate opinabili teorie hanno ottenuto la concreta conferma scientifica. Per i suoi studi sugli spazi ad infinite dimensioni, per le sue ricerche sull’analisi funzionale lineare, per i suoi contributi alla teoria delle equazioni differenziali, Renato Caccioppoli è considerato uno dei più grandi matematici del Novecento -. Con la sua opera e la sua personalità di uomo e di scienziato, esercitò un’influenza decisiva sullo sviluppo dell’analisi matematica in Italia, su un’intera generazione di analisti italiani che ebbe modo di attingere da lui nuove idee, indirizzi e ispirazioni in un periodo in cui l’Italia si era isolata culturalmente dal resto del mondo . Da Napoli, poi, Renato Caccioppoli ha avuto, per il suo arco, una freccia in più: la fantasia. Quella, appunto, che l’ha inserito nello stesso Pantheon in cui sono ospitati Pitagora e Talete.
Correzione Cronologica
Singolare la sua biografia. Il nonno materno era un rivoluzionario russo, quel Mikhail Bakunin che, confinato in Siberia, riuscì a rifugiarsi in Europa e che passò dalle teorie di Marx a quelle di Proudhon . Dalle due figlie di Bakunin nate a Napoli [integrazione: precisamente, la madre di Renato fu Giulia Sofia Bakunin (Napoli, 1870-1956), nata dall'esilio partenopeo di Bakunin con Antonia Kwiatkowska; la zia materna Maria Bakunin (n. Siberia 1873) fu la prima donna laureata in chimica in Italia e docente all'Università di Napoli, una [Giulia Sofia] divenne madre di Renato, l'altra [Maria] sposò un noto chirurgo, Giuseppe Caccioppoli? [correzione: fu Giuseppe Caccioppoli (1852-1947), già noto chirurgo, a sposare Giulia Sofia Bakunin; da questo matrimonio nacque il 20 gennaio 1904 Renato. Fu del credo rivoluzionario e poi anarchico del nonno che si nutrì il futuro matematico. Ma Mikhail Bakunin, bisogna precisare, era di origine nobile; e Renato Caccioppoli diede infatti molto spesso una interpretazione elitaria, anzi aristocratica delle sue posizioni di sinistra.
L’adolescenza napoletana di Caccioppoli fu quella tipica di un ragazzo dell’alta borghesia. Poté consentirsi di seguire gli studi che preferiva, di coltivare la musica, di comprare tutti i libri dei suoi poeti e scrittori preferiti. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrisse nel 1921 alla facoltà di Ingegneria per passare poi, nel 1923, al corso di studi in matematica. Si laureò nel 1925 con Ernesto Pascal ed era considerato dai suoi maestri e persino dai suoi colleghi, un’autentica promessa della ricerca matematica. Divenne infatti assistente del professore Mauro Picone, uno dei padri dell’analisi matematica.
Nel giro di cinque anni, il giovane studioso pubblicò una trentina di lavori che gli valsero una cattedra universitaria e un premio ministeriale per la matematica. Nel 1931, vincendo il concorso a 27 anni, partì per Padova dove ottenne la cattedra di analisi algebrica. E lì, a Padova, nei tre anni che vi trascorse, fu roso da una costante sottile nostalgia: quella della musica. Anche questo sembra un elemento di biografia inventata. A Napoli, dunque, il giovane matematico era diventato l’animatore di alcuni salotti musicali, primo fra tutti quello della signora Clotilde Offritelli. Renato Caccioppoli si sedeva al piano e si produceva in esecuzioni di opere di grandi maestri. Wagner era il suo idolo; ma sapeva a mente anche interi poemi sinfonici di [Richard] Strauss come “Morte e trasfigurazione” e i quartetti di Beethoven dedicati a Razumovsky. E lì, in quei salotti, Caccioppoli eseguiva, nella generale ammirazione, altre sinfonie, altre rapsodie, altri poemi sinfonici di cui non voleva rivelare l’autore e che, ci vuole poco a capirlo, aveva lui stesso composto [aneddoto confermato da testimonianze]. Tutti sappiamo che la musica è matematica: Renato Caccioppoli aveva reso il meno astratto possibile questo concetto. A Padova Caccioppoli sentiva la nostalgia soprattutto di una Napoli contraddistinta dai salotti musicali.
Riuscì a tornare a Napoli nel 1934, chiamato sulla cattedra di teoria dei gruppi, passando poi nel 1936 a quella di analisi superiore e, nel 1943, a quella di analisi matematica -1-6. Le sue innovative ricerche sull’analisi delle funzioni di variabili reali incominciano a dargli notorietà mondiale, con un totale di circa ottanta pubblicazioni. Che sia un genio è chiaro a tutti.
Contributi matematici principali.
La sua produzione scientifica spaziò in vari rami dell'analisi matematica, con contributi fondamentali in molteplici aree. Tra il 1926 e il 1928, si dedicò alla teoria dei funzionali e al prolungamento, operando una generalizzazione del teorema di Riesz e anticipando il teorema di Hahn-Banach. Fondamentale, tra il 1927 e il 1952, fu l'introduzione degli insiemi di Caccioppoli (insiemi con perimetro finito), che posero le basi per la teoria geometrica della misura; il nome fu successivamente coniato da Ennio De Giorgi. Nel biennio 1931-32 formulò il teorema di Banach-Caccioppoli, relativo al principio delle contrazioni e all'estensione del teorema del punto fisso di Brouwer per le equazioni differenziali. Tra il 1933 e il 1938 i suoi studi sulle equazioni ellittiche portarono a importanti maggiorazioni a priori e alla dimostrazione dell'analiticità delle soluzioni (1935), fornendo lo spunto per la risoluzione del XIX problema di Hilbert da parte di De Giorgi nel 1957. Infine, tra il 1952 e il 1953, approfondì le funzioni pseudoanalitiche, estendendo le proprietà delle funzioni analitiche a classi più generali.
A proposito, e i salotti musicali? Be' è cambiato qualcosa nell’umore di Renato Caccioppoli. La musica è sempre la sua grande passione, ma ora lui suona quand’è solo o in compagnia al massimo di due o tre amici. I salotti non gli interessano più. Le tre o quattro anime che sorreggevano il pensiero di nonno Bakunin si affacciavano una per volta o tutte insieme nella sua mente: Caccioppoli, insomma, una volta ritornato a Napoli, diede un nuovo indirizzo alla sua vita. Anche per quel che riguarda l’abbigliamento. Camicie di seta cucite su misura ma cambiate una volta ogni tanto. Impermeabile confezionato a Londra ma destinato a durare decenni. Barba incolta. Fiato che sa di alcool. Che sta accadendo? Allo scienziato niente, assolutamente niente perché le pubblicazioni di Caccioppoli vengono apprezzate in tutti i consessi internazionali, perché le sue ricerche sono sempre all’avanguardia e a Napoli si forma intorno a lui un'importante scuola matematica con allievi come Carlo Miranda, Gianfranco Cimmino e Giuseppe Scorza Dragoni. Ma nell’uomo deve essere cambiato qualcosa. Che cosa? Chissà. Basta una delusione amorosa a dare una nuova svolta alla vita di un uomo, sia pure un genio.
L'antifascismo e le conseguenze
Nel maggio del 1938 Caccioppoli tenne un discorso contro Hitler e Mussolini, in occasione della visita del dittatore nazista a Napoli. Insieme alla compagna, Sara Mancuso, pagò un'orchestrina in un bar per fargli suonare la Marsigliese, inno nazionale della Francia, dopodiché cominciò a parlare contro il fascismo e il nazismo in presenza di agenti dell'OVRA. Fu immediatamente arrestato. Sua zia, Maria Bakunin, all'epoca docente di Chimica a Napoli, riuscì a farlo scarcerare convincendo le autorità dell'incapacità di intendere e di volere del nipote. Caccioppoli fu così internato in una casa di cura, ma continuò gli studi di Matematica e a suonare il pianoforte. La sua attività di convinto antifascista si espresse anche in atti di sarcastica presa in giro del regime. È noto, ad esempio, che durante l'epoca fascista, a seguito del divieto per gli uomini di passeggiare con cani di piccola taglia (secondo i fascisti per "salvaguardia della virilità"), era solito girare per Napoli con un gallo al guinzaglio
Correzione matrimonio
Il 29 giugno 1939 sposò in municipio Sara Mancuso, conosciuta sedicenne nel 1936. Negli anni del dopoguerra si avvicinò al Partito Comunista Italiano, pur non prendendo mai la tessera, per una naturale indipendenza e forse per uno scetticismo di fondo. Il matrimonio naufragò circa un decennio dopo, quando Sara lo lasciò per Mario Alicata.
Chi salva ora lo scienziato dalla disperazione? Lo salva la musica. Per ore ed ore Caccioppoli se ne sta solo, nel suo appartamento di Palazzo Cellamare, in via Chiaia [luogo storico, altoborghese napoletano, a eseguire musiche di Wagner o a comporre. «Quanto guadagnate al mese?», chiese ad Assunta Russo, la sua cameriera. «Ventimila lire professore». «Da oggi in poi saranno quarantamila, ma a patto che quando suono non laviate i pavimenti».
Aumenta nel mondo, la fama dello scienziato Caccioppoli: nel 1947 divenne socio corrispondente dell'Accademia Nazionale dei Lincei e socio nazionale nel 1958, e nel 1953 ricevette dall'Accademia dei Lincei il Premio Nazionale di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali. E si diffondono a Napoli aneddoti incentrati sull’uomo. Aneddoti in molti casi basati sul vero, perché sono in tanti a vederlo che va in giro con la barba incolta, con un impermeabile rattoppato e con le scarpe scalcagnate. Talvolta, addirittura, lo si vede disteso su una panchina, nella villa comunale [oggi Villa Nazionale].
E poi quell’incidente di Roma. Gli agenti lo sorprendono, nottetempo, nella stazione Termini, sdraiato su una panchina e gli ordinano di andare via. Lui esibisce i documenti. Dalla questura di Roma telefonano a quella di Napoli: «Abbiamo fermato un accattone. Ha i documenti probabilmente falsi perché da essi risulta essere un professore universitario. Vedete di compiere delle indagini. Dichiara di chiamarsi Renato Caccioppoli». «Come lo avete trovato?» «Disteso su una panchina». «Allora è proprio lui. Rilasciatelo immediatamente. Avete commesso una terribile gaffe». Ne combinava di belle anche all’università. A una studentessa che non riusciva a risolvere un problema disse: «Tracci una linea sulla lavagna». Lei eseguì. «Continui, non importa se la linea uscirà dalla lavagna». La ragazza continuò a tracciare la linea sulla parete e si trovò fuori dall’aula.
Che bel personaggio. Viene voglia di gridargli: Renato Caccioppoli dormi dove vuoi, bevi quanto vino vuoi, tanto sei un genio, sei acclamato in tutti i congressi matematici del mondo, già vivo sei consegnato alla storia. Fai quello che ti pare: fregatene degli altri.
L’8 maggio 1959, Renato Caccioppoli, solo nella sua casa di Palazzo Cellamare, si sedette davanti al pianoforte. Suonò per qualche ora, i suoi vicini udirono una musica bellissima. Wagner? Beethoven? Strauss? O una musica di Caccioppoli stesso? Chissà. D’improvviso i suoi vicini udirono un colpo di pistola. Renato Caccioppoli si era tolto la vita con un colpo alla nuca, utilizzando la tecnica che aveva descritto pochi giorni prima a degli amici. I motivi che lo spinsero a questo tragico gesto rimangono in parte ignoti, ma probabilmente concorsero ragioni di carattere personale, le delusioni politiche (come la repressione sovietica in Ungheria nel 1956) e forse l'affievolirsi della vena matematica.
Libri e film su Renato Caccioppoli
• Vincenzo Puglia, Renato Caccioppoli. Il matematico che voleva misurare gli spazi infiniti. Questo libro offre una visione approfondita e completa della vita e del pensiero di Caccioppoli. È un’ottima lettura per chi vuole esplorare in modo più esteso la sua biografia, le sue eccentricità e le sue immense intuizioni matematiche.
• Mario Martone, Morte di un matematico napoletano (1992, con Carlo Cecchi). Questo celebre film del 1992 è forse il modo più immediato per entrare in contatto con la storia di Caccioppoli. Pur essendo una finzione cinematografica, cattura in modo potente l’atmosfera di Napoli e il dramma personale del matematico, offrendo uno spunto emotivo che integra la lettura del testo. È un’opera fondamentale per comprendere la sua personalità complessa e il suo tragico destino.
• Renato Caccioppoli, Opere (a cura di UMI/CNR, Edizioni Cremonese, 1963, 2 voll.). Per i lettori con un interesse più spiccato per la matematica, è stata curata la pubblicazione delle sue opere [integrazione: edizione critica completa, base per analisi filologica dei testi matematici]. Questa raccolta permette di apprezzare la sua genialità direttamente attraverso i suoi scritti, pur richiedendo una certa preparazione tecnica.
• Nuova: Lorenza Foschini, L’attrito della vita. Indagine su Renato Caccioppoli matematico napoletano (La Nave di Teseo, 2023; trad. inglese Springer, 2024). Biografia recente con documenti d’archivio, che sfata alcuni miti e offre un ritratto inedito e documentato del matematico e della Napoli leggendaria.
Letture sul contesto culturale e storico (ampliata)
Per capire appieno la figura di Caccioppoli, è fondamentale conoscere il contesto culturale e storico di Napoli e dell’Italia del tempo.
• Vittorio Paliotti, Il Paradiso Imperfetto. L’articolo da te citato è tratto da questo libro. Se l’hai trovato interessante, la lettura integrale ti permetterà di scoprire altri “uomini illustri di Napoli” e di inquadrare meglio la figura di Caccioppoli nella ricchezza della città partenopea.
• Anna Maria Bietti Sestieri, La vita quotidiana a Napoli dall’Unità a fine Ottocento. Questo libro, pur non parlando direttamente di Caccioppoli, dà un’idea dell’ambiente sociale e culturale dell’alta borghesia napoletana da cui proveniva.
• Giuseppe Galasso, Storia del Regno di Napoli. Per una comprensione più ampia della storia della città che fu il teatro della vita di Caccioppoli, questo testo è un classico.
• Carmine Colella, studi su Bakunin a Napoli: Per approfondire l'eredità anarchica e la corrispondenza familiare.
Queste letture permetteranno di avere uno sguardo completo su Renato Caccioppoli: non solo il matematico geniale, ma anche l’uomo, l’artista e l’aristocratico ribelle, calato nella sua amata e tormentata Napoli.














