I tifosi del Bologna fanno bene ad essere incazzati neri. Una squadra che deve salvarsi, già povera tecnicamente, non può a febbraio (quindi a mercato chiuso) vendere Diamanti in Cina. Per 6,7 milioni poi, mica un fracco di soldi. E Diamanti è un giocatore di grande valore, l'unico che aveva il Bologna. Si poteva vendere ad agosto, dopo un mondiale che avrebbe al 90% fatto. E invece no, e i tifosi si incazzano. Legittimo. Poi il Bologna ha anche un altro personaggio, Moscardelli. Che con la sua barba e il suo attivismo sui social fa invidia a Icardi. Moscardelli e il Bologna non segnano da 5 partite, se non su rigore, sono sprofondati in classifica, rischiano la B. Lui, personaggio e idolo (non per grandi meriti sportivi), pensa a fare video su internet per Paddy Power. E i tifosi, dato il momento della squadra, si incazzano di nuovo. Poi capita che il Bologna vada a San Siro. Spacciato. Ma l'Inter di questo periodo fa beneficenza e fa resuscitare, dopo il Livorno, anche i rossoblu. Grande pareggio, 2-2, di carattere, sempre in rimonta, che dà grande morale e fa sperare i tifosi. Bologna merita la serie A e oggi ha dimostrato di crederci fino in fondo. E se al 93esimo Acquafresca avesse fatto il suo primo goal stagionale, la festa sarebbe stata tripla. Moscardelli ha assistito all'impresa dalla panchina, giusto così. Dell'Inter c'è poco da dire: è sfortunata, vero. Sbaglia un rigore, calciato male da un Milito ormai finito. Però commette anche degli errori imperdonabili, di giocatori non da Inter. Nagatomo, Alvarez, D'Ambrosio sono da Inter? Tatticamente la difesa a 3 non regge, prende contropiedi a go go (dal Bologna e dal Livorno, mica dal Barca), ma chiedere a Mazzarri di cambiare è troppo. Che sia l'uomo giusto per l'Inter? Lo deve capire Thohir, che starà iniziando a stancarsi di farsi 22.000 km a/r da Giakarta per vedersi solo dei gran pareggi.