La Mostra internazionale, alla sua nona edizione, aveva ancora bisogno di affermare la sua identità. ossia quella di scegliere non il cinema ma un cinema, non il pubblico ma un pubblico, non la critica ma una critica. Che cosa vuole significare? E' chiaro: La Mostra Pesarese negava e nega ancora oggi quell'atteggiamento speculare. L'obbiettivo principale era quello di conoscere, discutere e offrire il "nuovo cinema", che sia cecoslovacco, russo, cubano o americano. Tale scelta non era e non è ancora oggi affatto semplice, si è dovuta scontrare infatti contro il conformismo del potere, anche perchè proponeva sempre un dibattito e mai un appianamento. Nonostante questo, grazie alla forza dei suoi direttori, dei registi, critici e del pubblico la Mostra riuscì a contraddistinguersi come uno dei punti di riferimento obbligati per il "nuovo cinema" mondiale. Dalla sua origine, a Pesaro si promuoveva ia diffusione di film "non facili" (argentini, francesi, svedesi, ungheresi, messicani, giapponesi).
La Mostra del 1973 mise al centro della discussione alcuni nodi della situazione cinematografica contemporanea: un panorama del cinema latino-americano dal quale risultano evidenti la fine della tendenza ad un cinema narrativo in chiave nazional popolare che caratterizzò, specialmente negli anni '60 molte cinematografie dell'America Latina ed il sopravvento di un cinema direttamente politico. Non solo America Latina anche prodotti indipendenti statunitensi diversi fra loro per struttura, tono, temi e angolazioni ma vicini nella univocità di un rifiuto e della comune aspirazione libertaria.