Il modello urbano funzionalista
La Carta di Atene sostituisce la città con un’architettura di grandi dimensioni, investita di tutte le funzioni urbane: annulla il rapporto tra morfologia urbana e tipo edilizio, esprimendosi come giustapposizione di oggetti isolati. Il Movimento Moderno ottiene in questo modo una carattere lontano da quello della città tradizionale e propone composizione libera di volumi, disinteresandosi dello spazio pubblico e del vuoto in genere, così da ottenere il prevalere di forme sincopate e astratte di composizione edilizia per frammenti minimi. Poi, a partire dagli anni ‘50 verranno fatti tentativi di trasformazione della città, tuttavia rimasti prevalente sul piano critico.
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