Borrell è infatti stato membro del board di Abengoa, multinazionale iberica che si occupa di fonti rinnovabili, infrastrutture, telecomunicazioni ed altri servizi operando in diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Messico, India, Cina, Algeria, Arabia Saudita e nell’America latina e dalla quale Borrell riceveva un compenso annuo di 300.000 euro. Cifra che avrebbe dovuto denunciare quando nel 2010 venne nominato presidente dello European University Institute (EUI), il centro di ricerca inaugurato negli anni ’70 e sostenuto dai governi dell’Unione. Da regolamento, al momento dell’insediamento, Borrell avrebbe dovuto dichiarare i suoi interessi finanziari, ma così non è stato e nell’aprile del 2012, solo dopo alcune notizie apparse nei media spagnoli, ha dovuto inviare una email allo staff dell’EUI per comunicare le dimissioni a causa di un “errore procedurale”.
Lo sbadato Borrell: quel vizietto del conflitto di interessi che pesa sulla sua nomina a Mr. Pesc, Atlantico Quotidiano











