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Oggi vi presentiamo il test della Uncle Jimbo 2 della casa tedesca Rose Bikes, una bici da Enduro che ha molto da raccontare nonchè molte carte nascoste che andremo a scoprire fra le righe di questo articolo. Il test si è svolto principalmente sui trail etnei, capaci da sempre di mettere alla frusta bici di qualsiasi segmento. In particolare, le pendenze molto accentuate dei trail etnei ci hanno permesso di mettere capire le capacità di questa enduro nei tratti di risalita pedalata, spesso cruciali in questa disciplina.
Prima di parlarvi della prova sul campo andiamo a osservare nel dettaglio la bici dopo “l’ unboxing”, analizzando soprattutto le geometrie di questo telaio in allumino dal peso dichiarato di soli 2.7 Kg.
COMPONENTISTICA
La Uncle Jimbo 2 ci è stata fornita come da configurazione standard ad accezione delle ruote: le DT Swiss Spline 1501 hanno offerto un piacere di guida costante e di livello sicuramente superiore, rigide il giusto e con un livello di inerzia che permesso di affrontare rilanci e accelerazioni in scioltezza.
Il comparto sospensioni è affidato a Rock Shox con forcella Rock Shox Pike RCT3 Dual Position, un vero e proprio must per una bici da Enduro di livello quale la Uncle Jimbo 2, ed un mono Rock Shox Monarch Plus RC3 capace di 160 mm di escursione.
Trasmissione Shimano XT 11v con movimento centrale RaceFace e guarnitura RaceFace Aeffect SL con bash integrato (abbiamo notato che questo tende a stare un po troppo vicino alla linea catena senza che però si siano riscontrati particolari problema anche nelle situazioni più “sporche”). Il 2×11 con corone 24/36 montato sulla Uncle Jimbo 2 da il giusto sviluppo metrico che necessita per non essere corti in discesa e avere la possibilità di affrontare praticamente ogni ostacolo.
Il forcellino del deragliatore posteriore è collegato al telaio tramite una soluzione che apprezziamo molto. Esterno al telaio e filettato per permettere al perno passante il completo serraggio. Il tutto a vantaggio della rigidità e salvaguardia del telaio in caso di rottura del forcellino stesso.
Le ruote ci sono state fornite con coperture Schwalbe Hans Dampf 27.5″ x 2.35 in mescola Pace Star al posteriore e Trail Star all’anteriore e già latticizzate. Un’accoppiata di grande affidabilità. Grazie al grip delle Hans Dampf il limite è davvero difficile da sperimentare specie su fondi asciutti. La Uncle Jimbo resta ben costantemente in traiettoria in curva sia in appoggio che in staccata. Nel passaggio da fondi compatti a fondi difficili quali cenere lavica mista a neve compatta e terreno umido l’anteriore, nonostnate la mescola Trail Star, tende ad essere meno preciso e stabile, ma non impegna mai in maniera eccessiva il rider, confermando ancora una volta di essere un ottima gomma specie per il riding invernale.
Il passaggio cavi interno mantiene molto pulita la linea complessiva della Uncle Jimbo 2 creando però una curva un pò troppo accentuata nel passaggio sotto il movimento centrale. Nonostante possa dare non pochi dubbi a vedersi, non si sono verificati problemi anche quando si sono affrontati ostacoli importanti.
A completare la configurazione vi sono un Rock Shox Reverb Stealth da 125 mm di escurisione, un manubrio Spike Spank 800 Race con stem Spike da 50 mm e un impianto frenante Formula T1 con dischi 203/180mm
Il peso della Uncle Jimbo 2 cosi configurata è di 13.40 Kg. Ricordiamo che Rose permette tramite il suo configuratore on-line di personalizzare ogni componente della vostra mtb, garantendo ampia scelta di alternative e fasce di prezzo.
GEOMETRIE
Analizzando i dati forniti da Rose si osserva subito il valore basso dello standover grazie al top tube inclinato. Notiamo poi che carro presenta un doppio archetto a rinforzare la zona dei foderi superiori dello stesso e il joke di dimensioni importanti. L’insieme fornisce una rigidità torsionale al telaio davvero elevata, stabilizza la Uncle Jimbo in curva e, in caso di fondi tecnici, garantisce precisione in inserimento e percorrenza.
Angolo di sterzo 66° tipicamente Enduro ma non estremizzato (come può accadere in mtb ormai definite “miniDH”). La scelta di Rose è stata da noi molto gradita intendendo l’Enduro e la mtb da Enduro come bici da utilizzare in qualsiasi frangente e quindi in grado di permettere al rider di cavarsela da sé nel raggiungimento della tanto attesa discesa.
IN SALITA
Seppur un’ Enduro di razza la Uncle Jimbo 2 ha superato le nostre aspettative in fase di salita, sia nei trasferimenti asfaltati sia lungo i trail tecnici. Forte della Pike in versione Dual Position, i 130 mm aiutano a chiudere l’angolo di sterzo e facilitare la fase di risalita del rider. L’angolo sella da 75 ° permette di rimanere con il busto abbastanza eretto e non stare in una posizione troppo sacrificata alla discesa.
La Pike ha un’ottima frenatura e impostando sulla posizione pedal secondo i tre registri indicizzati della compressione si ottiene un’ottima stabilità all’anteriore. Il bobbing al posteriore è contenuto ma più per il carro della Rose che per il Monarch che, causa anche il Sag abbondante (oltre il 30 %) tende ad assorbire la potenza sprigionata dalla pedalata del rider.
Quando la salita diventa piuttosto tecnica, la Uncle Jimbo soffre un pò senza però mai sfigurare se comparata alle concorrenti. L’altezza del movimento centrale spesso non aiuta in queste fasi, richiedendo una guida molto precisa e pulita nonchè una minima conoscenda delle tecniche di base per il superamento degli ostacoli.
IN DISCESA
Abbiamo potuto verificare le capacità della Uncle Jimbo 2 sfruttando due tipologie di percorsi differenti: lenti e tecnici alternati a veloci e flow con tratti che spesso confluiscono nel vero DH. Le condizioni meteorologiche prettamente invernali ci hanno permesso solo poco tempo su terreni asciutti ma in compenso abbiamo potuto eseguire un test davvero completo di tutte le condizioni meterologiche, sperimentando anche qualche giornata su fondi scivolosi per la presenza di pioggia, neve e ghiaccio.
Come sempre siamo partiti da valori standard per andare a cercare gradualmente il settaggio ottimale: forcella con un rebound impostato a 7 click dalla posizione completamente chiusa e sag del 30%, con compressione a basse velocità a 7 click dalla posizione completamente chiusa. Con questa impostazione la Uncle Jimbo assorbe tutto e copia bene le asperità. Abbiamo scelto solo un ritorno più frenato poichè nei tratti molto tecnici l’anteriore diventava troppo nervoso e spesso impreciso. Un paio di click e la Rose ha ripreso a copiare il trail alla perfezione.
Il posteriore lavora bene, in perfetto connubio con l’anteriore senza essere nervoso in riestensione e con una progressività accentuata ma solo sugli ultimi millimetri di escursione, permettendo al rider di sfruttare tutta la corsa. Un pò lento nei rilanci, tende ad insaccare ma per la tipologia di trail dovevamo impostare una configurazione troppo penalizzante che tendeva a far scalciare la Rose. Abbiamo preferito, frenare un po’ il tutto sfruttando la modalità MID.
La manovrabilità della Rose è eccezionale: manubrio largo, stem corto, uniti ad una posizione del corpo ben raccolta e centrata sul basso baricentro, danno una sensazione di pieno controllo e gran feeling anche nel misto stretto. Stabile sul tecnico e precisa nel seguire la linea in curva giocando con le sponde, l’inerzia bassa delle ruote poi aiuta nei rilanci e nei cambi di direzione.
Su trail Enduro Expert e DH, data la costante presenza di fondi umidi e con residui di neve, abbiamo preferito non esagerare con l’apertura del registro del ritorno, chiudendo solo il registro della compressione alle basse velocità. In questi percorsi si è evidenziata una leggera mancanza di progressività del Monarch Plus RC3 che non ci ha convinto sulla disponibilità di quei millimetri di emergenza da usare su drop naturali e non. Giocando con pressioni e rebound si riesce comunque a per mantenere l’ottimo comportamento del carro posteriore sfruttandone tutta la rigidezza, la precisione e l’equilibrio complessivo che da al telaio.
Durante le varie sessioni di discesa, abbiamo potuto constatare e apprezzare la facilità di questa Rose, stabile, ben bilanciata e con una grande maneggevolezza permettendoci di mantenere il pieno controllo del mezzo anche nelle fasi aeree con una posizione del corpo già ottimamente predisposta sulla bici prima degli stacchi. La Uncle Jimbo è davvero sensibile ai movimenti del corpo, permettendo di “giocare” con la bici e correggere molto rapidamente eventuali errori durante le impostazioni di preparazione alle fasi aeree.
Nota dolente in questa circostanza è la troppa linearità della Pike. La versione Dual Position è un grande aiuto in salita, ma resta molto (troppo) lineare, mangiando facilmente molta corsa in atterraggio o negli impatti ad alte velocità. Abbiamo provato a giocare con le pressioni andando fuori i parametri consigliati in tabella da Rock Shox e compensando con i registri a disposizione, la situazione è sicuramente migliorata garantendo più escursione disponibile ma si tende a perdere la naturale stabilità e facilità di guida offerta dall’avantreno della Uncle Jimbo 2.
Per quanto riguarda la frenata, i Formula T1 si sono dimostrati sempre all’altezza. Come altri modelli dello stesso marchio tendono a “murare” presto la corsa a disposizione ma restano molto progressivi e modulabili. A basse temperature abbiamo avvertito la sensazione di perdita di efficacia all’anteriore oltre ad un’eccessiva rumorosità con dischi umidi e non perfettamente in temperatura.
LA PAGELLA
La Rose Uncle Jimbo 2 è sicuramente una bici da Enduro che non teme le lunghe giornate di riding con gli amici e si adatta ottimamente a vari utilizzi, con la componentistica testata e la qualità del telaio, è pronta ad affrontare qualsiasi trail montano garantendo sicurezza e divertimento in discesa e non negando la possibilità di un impiego più oneroso in gara. Le risalite e i trasferimenti non sono un problema e, quando l’imponente Spank Spike punta a valle, non c’è ostacolo da temere in sella alla Uncle Jimbo 2.
PRO
Reattività nei cambi di direzione
Precisione in curva
Rigidità flessionale telaio elevata
Posizione in sella baricentrica
Controllo nelle fasi aeree
CONTRO
Sella
Passaggio cavi sotto movimento centrale
Altezza da terra movimento centrale
Forcella Pike Dual Position eccessivamente lineare
Rumorosità eccessiva freni Formula T1
Per maggiori info rosebikes.it
[TESTED] Rose Uncle Jimbo 2 Oggi vi presentiamo il test della Uncle Jimbo 2 della casa tedesca Rose Bikes, una bici da Enduro che ha molto da raccontare nonchè molte carte nascoste che andremo a scoprire fra le righe di questo articolo.
News - Andes Pacifico: Day 2! Barel nuovamente ma..
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Vi avevamo raccontato la prima giornata dell’ Andes Pacifico dominata da un super Barel conquistatore di tutte e 4 le PS.
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Ancora in testa Barel nella classifica…
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Enduro Racing
Seems like everywhere you look enduro mtb racing is the buzz. So what’s the big deal? Two things come to mind…you get to ride a lot and the industry isn't afraid to throw a bit of cash toward events.
The typical enduro involves multiple stages which capture all the cool things about riding mtb. You get XC, all-mountain and DH rolled into one event that requires each athlete to compete on a single bike. Promoters claim the event will crown the best all-around trail rider…fit with skill. Speaking for my group of mtb'ers, we enjoy riding (fact), we like to go fast down hills (fun), we like going faster than one another (stravassholes) and we go places to ride. Kind of what enduro is about.
Now let’s look at industry support by reminiscing about the good old days…a simple time…a time when your entry fee not only gave you a number plate but a swag bag with t-shirts and goodies. If you were fast enough to step on a podium you got stuff you could actually use and cash. Whelp it was sort of like that at the Specialized Enduro at the Colorado Freeride Festival. The entry fee got you a t-shirt, some goodies, first 100 got tires and first 50 got pedals; along with an endless supply of Red Bull, Vitamin Water and various bars/bloks/gel over four days. Oh yeah...and a number plate. To top it off the Pro’s split over $15K in winnings and the amateurs got cool stuff like bike racks, equipment, cool trophies and the ever important case of energy bars.
The whole experience is cool... you get to ride a lot and it’s fun. What else can you ask for? Naked Red Bull course marshals???