Confartigianato Sardegna: In Sardegna operano 4.109 imprese dell’autotrasporto merci, di cui 2.073 sono artigiane (50,5%, sopra...
Confartigianato Sardegna: l’autotrasporto merci sardo soffre ma non si ferma
Autotrasporto in Sardegna: 5mila imprese, 23mila addetti e un ruolo strategico per l’economia
Confartigianato Sardegna: In Sardegna operano 4.109 imprese dell’autotrasporto merci, di cui 2.073 sono artigiane (50,5%, sopra la media nazionale). Il comparto impiega 23.111 addetti, genera un fatturato di 2,25 miliardi di euro e rappresenta il 7,4% del valore aggiunto regionale.
Distribuzione territoriale delle imprese di trasporto sarde
Secondo i dati Confartigianato Sardegna (fonte UnionCamere-Infocamere, T1 2025), la distribuzione provinciale è la seguente:
Transizione green e sostenibilità: le imprese investono
Nonostante le difficoltà, il settore punta alla sostenibilità ambientale. Le aziende sarde hanno aumentato del 16,7% le immatricolazioni di mezzi green, utilizzando per il 72,2% fondi propri. Tuttavia, la riduzione degli incentivi pubblici ostacola la corsa alla decarbonizzazione.
Autotrasporto e mancanza di personale: un problema urgente
Il comparto sconta una grave carenza di autisti: il 57% delle figure professionali previste è difficile da reperire. Confartigianato Sardegna lancia l’allarme: servono misure shock, come incentivi per le patenti professionali e sgravi sulle assunzioni.
Confartigianato: serve un cambio culturale sulla figura dell’autista
“La professione dell’autotrasportatore deve diventare attrattiva per giovani, donne e disoccupati” – afferma Daniele Serra, segretario di Confartigianato Sardegna.
“Autista non è un mestiere solo maschile. Bisogna valorizzarlo, formare nuove generazioni e liberarlo da stereotipi ormai superati”.
Rischio blocco del sistema logistico sardo
Senza un intervento rapido, il rischio è quello di un blocco della filiera logistica, con mancato approvvigionamento di beni essenziali, tra cui i generi alimentari.
Il peso dei costi energetici e del contesto internazionale
Oltre alla carenza di personale, le aziende sarde dell’autotrasporto devono affrontare:
l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia
l’incertezza internazionale
una dipendenza logistica dalla gomma: oltre l’80% delle merci circola su strada o via nave.
L’autotrasporto sardo è vitale, ma servono interventi strutturali
“Le nostre imprese – conclude Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – fanno la loro parte con investimenti e responsabilità, ma non possono affrontare da sole la transizione green e la crisi del lavoro. Servono scelte politiche chiare e coraggiose per garantire futuro, competitività e sostenibilità al comparto”.
IA e imprese in Sardegna: In percentuale, l’Isola si piazza al terzo posto assoluto in Italia: prime le Marche con il 27,5%, seguite...
IA e imprese in Sardegna: il 23,4% adotta l’intelligenza artificiale
Il 23,4% delle imprese sarde con dipendenti usa l’IA per migliorare processi e prodotti: 5mila imprese di cui quasi 1.200 artigiane. Sardegna terza nella classifica nazionale. Giacomo Meloni (Confartigianato Sardegna): “L’IA non sostituisce l’uomo, lo potenzia: la sfida è saperla governare”.
Il 23,4% delle imprese sarde con addetti utilizza l’intelligenza artificiale per ottimizzare i processi aziendali, realizzare prodotti migliori e offrire servizi più adeguati, quindi per sicurezza informatica, relazioni con clienti e fornitori, videosorveglianza, elaborazione immagini, gestione robot, analisi dati e sistemi previsionali, automazione di processo e trattamento linguaggio macchina.
Delle 4.967 realtà che sfruttano questa nuova tecnologia, 1.161 sono artigiane con dipendenti.
In percentuale, l’Isola si piazza al terzo posto assoluto in Italia: prime le Marche con il 27,5%, seguite dal Veneto con il 23,4% contro una media nazionale 19,3%.
I settori maggiormente interessati sono le attività di servizi, le costruzioni, il manifatturiero, il trasporto e magazzinaggio; a seguire i servizi alle imprese, la gestione di rifiuti e acqua, alloggio e ristorazione, informazione e comunicazione.
Le applicazioni più diffuse nelle MPI artigiane riguardano la gestione economico-finanziaria (46%), il marketing e l’e-commerce (34,8%), seguite da gestione dei clienti con il 18,8%, gestione dei servizi e della produzione con il 18,5% e la sicurezza informatica (18,3%).
Il commento di Giacomo Meloni: “L’IA non sostituisce l’uomo, lo potenzia”
“Questi dati dimostrano come il tessuto imprenditoriale sardo non sia solo reattivo, ma anche coraggioso nell’innovare – afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – un segnale che parla di futuro, innovazione e capacità di adattamento del nostro saper fare”. “La cosiddetta “intelligenza artigiana” – continua Meloni – si rivela un fattore strategico per affrontare la transizione digitale, senza perdere l’anima del nostro lavoro: creatività, manualità e legame con il territorio”.
Analisi per provincia: IA tra Sassari, Cagliari, Nuoro, Oristano e Sud Sardegna
A livello territoriale, nella provincia Sassari-Gallura 1.751 imprese utilizzano l’intelligenza artificiale, di cui 430 sono artigiane (24.6%), nella provincia di Cagliari 1.494 imprese di cui 247 artigiane (il 16,5%), nel Sud Sardegna su 750 realtà 214 sono artigiane (28,5%), a Nuoro su 585 attività ben 173 artigiane (29,6%) e Oristano con 387 imprese di cui 97 artigiane (25,1%).
L’analisi dimostra anche come rimanga alta la quota di imprese che dichiara di non sapere come introdurre l’IA nei propri processi: ben il 69,5%.
“Una lacuna che come Organizzazione Artigiana stiamo già affrontando con iniziative di formazione – aggiunge il Presidente – il nostro compito, infatti, è quello di accompagnare le imprese affinché non restino indietro. L’IA non sostituisce l’uomo, lo potenzia: la sfida è saperla governare”.
Dall’analisi emerge anche che le imprese sarde hanno previsto l’entrata di quasi 18mila lavoratori con elevate competenze digitali avanzate pari all’11,2% del totale delle entrate annuali. Di questi, circa 9.500 addetti sono difficili da trovare, con una percentuale equivalente del 52,7%.
Perché molte imprese non credono nei benefici dell’IA
Confartigianato Sardegna ha voluto anche indagare sulle motivazioni che portano ancora troppe realtà a non usare tecnologie legate all’IA. Dall’analisi dell’Ufficio Studi emerge infatti come il 69,9% delle imprese (7 su 10) non sappia come introdurre soluzioni di IA nei processi produttivi o di servizio mentre il 15,6% pensa che il proprio business aziendale non possa beneficiare dell’uso delle tecnologie legate all’IA.
Formazione, informazione e nuove competenze per governare l’IA
“I dati ci dicono che si deve agire su due fronti – aggiunge Daniele Serra, Segretario di Confartigianato Sardegna – il primo è sicuramente la formazione attraverso un maggior impegno in fase di orientamento e dei rapporti con le istituzioni formative per arrivare ad avere figure e competenze adeguate alle necessità delle imprese. In ogni caso emerge la necessità di aumentare le conoscenze delle imprese sulle applicazioni dell’IA – conclude Serra – con investimenti mirati in informazione e formazione”.
Oltre 181.000 imprese italiane pioniere nell’uso dell’intelligenza artificiale
A livello nazionale due terzi (66%) degli imprenditori e lavoratori autonomi italiani hanno un’opinione positiva sull’utilizzo di intelligenza artificiale (IA) e robot nei luoghi di lavoro.
In Italia nel 2024 sono 181.652 imprese con dipendenti le pioniere che hanno adottato tecnologie legate all’IA, pari all’11,4% delle imprese con dipendenti, con una maggiore diffusione nei Servizi (12,6%) rispetto al Manifatturiero (8,8%) e alle Costruzioni (7,7%).
Le regioni italiane più avanzate nell’uso dell’IA
Le regioni leader per pionieri dell’IA sono Lombardia con 32.080 imprese (17,7% del totale), Lazio con 17.669 imprese, Campania con 17.221 imprese, Veneto con 15.507 imprese ed Emilia-Romagna con 13.649 imprese. Sono 177.887 le Micro e Piccole Imprese (MPI), utilizzatrici di IA mentre 34.997 sono le imprese artigiane. Le imprese artigiane pioniere dell’IA sono il 19,3% delle imprese utilizzatrici di IA, con una maggiore incidenza nelle Marche con 27,5%, Veneto con 24,0%, Sardegna con 23,4%, Provincia Autonoma di Bolzano con 23,3% ed Emilia-Romagna e Toscana, entrambe con 23,1%.
Applicazioni più diffuse: cybersicurezza, CRM e gestione economico-finanziaria
Tra le applicazioni legate all’IA maggiormente utilizzate prevale la sicurezza informatica con il 22,1%, seguita da analisi documenti con il 18,3% e CRM (Customer Relationship Management) con il 14,9%. Tra i processi in cui l’IA viene utilizzata, predominano la gestione economico-finanziaria con il 41,9% e il marketing, promozione digitale ed e-commerce con il 35,4%.
Carenza di competenze digitali: un ostacolo alla diffusione dell’IA
Un terzo (34%) degli imprenditori e lavoratori autonomi non si considera sufficientemente esperto nell’uso delle tecnologie digitali più recenti, tra cui l’intelligenza artificiale. Tra le imprese che non utilizzano l’IA il 15,6% pensa che il business aziendale non possa beneficiare dell’uso delle tecnologie legate di IA mentre il 69,9% non sa come introdurre soluzioni di IA nel modello di business/nei processi dell’impresa.
Risorse umane e IA: competenze chiave per il futuro del lavoro
Il 13,1% delle imprese ha già assunto o intende assumere personale per la gestione delle tecnologie IA. Le imprese prevedono l’entrata di 686mila lavoratori con elevata richiesta di competenze digitali avanzate, che includono l’intelligenza artificiale, oltre a cloud computing, Industrial Internet of Things (IIoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain, pari al 12,4% del totale delle entrate. La carenza di competenze digitali avanzate rappresenta un ulteriore vincolo alla diffusione dell’IA: il 53,5% dei profili richiesti è di difficile reperimento, in particolare in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Umbria e Toscana.