Oggi mi sento un po' come l'ultimo punto in agenda di una qualsiasi riunione: vario ed eventuale.

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Oggi mi sento un po' come l'ultimo punto in agenda di una qualsiasi riunione: vario ed eventuale.
Butterò questo mio enorme cuore tra i Pan di Stelle un giorno, giuro che lo farò.
Liberté, égalité, venerdité.
E anche se ritorni nella mente..
Nel mio cuore non rimane niente. Mi riprendo il tempo insieme a te, appartiene solo a me..
Restare?
Non so più cosa significhi ormai. E non voglio neanche dirti addio perché non te lo meriti. A capodanno hai toccato il fondo, provandoci con un'altra davanti a me. Ed io a bere. Che schifo. Non ti meriti più niente.
Quello che avevo una volta
Avanti ad una chiesetta, ce ne stavamo io e quest'amica. Tecnicamente noi due stiamo ancora insieme, siamo stati insieme un bel po' e non ci siamo mai lasciati. Il destino poi ci ha separati, ma insomma, non stiamo a farne una tragedia, è già tanto che le cose belle ci capitino. Lei mi era seduta sopra, rivolta verso di me. Era domenica e noi eravamo ragazzini; forse ero appena maggiorenne. E a diciott'anni si è più immaturi che a quindici, perché a quindici, bene o male, il mio mondo finiva in un pallone, e quali stronzate vuoi che si facciano, per un pallone? Rischiare la vita per andarlo a raccogliere nei luoghi più pericolosi, scavalcando cancelli acuminati e attraversando giardini dai cani feroci.
Fatto sta che la messa finì, e tutte le signore che ne uscivano, ci fissavano. Una un po' grassotta iniziò a borbottare: «Ma vi sembra il modo di stare? Mettetevi composti! Su!». Aveva una voce molto divertente, e la prima nostra reazione fu quella di guardarci e ridere, poi mi venne da rispondere solo: «Ma vi zeppa immoto tittare? Mettetevi coppotti tu!». Così la signora fu molto contenta di avere un'altra ragione per allontanarsi continuando a sborbottare, stavolta tra sé e sé. Una vecchina con il bastone che aveva assistito a tutta la scenetta, molto divertita, ci guardò e, passando, disse:
«Ah, beata gioventù. Quanto siete belli. L'amore è giovane!».
Ed è vero. Non l'ho più incontrato l'amore, quello che intendeva lei. E non mi spiace. Se lo trovassi ancora, di nuovo anche oggi, non sarebbe poi così speciale, unico ed irripetibile, quello che avevo una volta. So che forse cose così non si dovrebbero scrivere, che dovremmo illuderci che quel tipo d'amore lì, tra due persone che si guardano, sia uguale ad ogni età. Però insomma, che gran cazzata. È come per i palloni. Ci giochi, ti ci diverti uguale. Ma sai bene che se finisce lontano non devi andare a riprenderti per forza quello. Perché i palloni sono palloni. È tutto nel come ci giochi e basta. E per quanto questa scoperta ci salvi, ci eviti complessi e melodrammi inutili, rischiare la vita per riprendersi i palloni forse non era poi così bello, ma porca puttana, l'adrenalina. Quella cazzo d'adrenalina.