A mi me hicieron mierda y acá sigo sin cagarle la vida a nadie, porque estar roto no te da derecho a romper.
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A mi me hicieron mierda y acá sigo sin cagarle la vida a nadie, porque estar roto no te da derecho a romper.
Solo porque mato a Light de un tiro la gente le odia, pero yo, que soy del Team L no le odio, le amo.
Touta Matsuda <3
Zoccola
no al bullismo
no all'odio
no alla violenza
no al femminicidio
no all'omicidio
no all'arroganza e alla maleducazione
sentitevi sempre liberi e fieri di voi in questi casi, perché voi non avete fatto niente di sbagliato, sono loro a sentirsi sbagliati e scherniscono gli altri per sentirsi meglio.
♡♡♡♡♡♡
Caravana de migrantes hondureños
19/10/2018
Soy mexicana y los recibo en mi país con los brazos abiertos, yo no te conozco y tú no me conoces. No me imagino lo difícil que es dejar tu país, donde has vivido todo, tienes tu vida, tus recuerdos, tu familia, tu identidad. Te recibo con los brazos abiertos porque fuiste muy valiente al dejar todo y aventurarte a buscar una vida mejor en países donde no conoces a nadie y donde es incierto tu futuro.
Te recibo con los brazos abiertos a pesar de no conocerte, de no saber nada de ti, a qué te dedicabas en tu país, tus gustos, tu religión, al no saber absolutamente nada de ti; porque somos hermanos. Somos humanos y si entre pueblos no nos apoyamos, ¿Con quién?
Te escribo te doy fuerzas y ánimos a ti que vienes con tus hijos, que dejaste a tu familia, a ti mujer, a ti abuelo, abuela, jóvenes, adultos, niños.
Te deseo llegues con bien a tu destino, que encuentres lo que estabas buscando, que encuentres a gente que te ayude, que no pase encima de tus derechos.
Voy a rezar por ti y todos tus compañeros hondureños que salen de su país no por gusto, sino por necesidad.
Le pido a Dios de todo corazón que hoy, esta noche, estés bien. Que amanezcas, que respires, que tengas tus pies, manos, ojos y estes sano para que puedas seguir luchando por una vida digna y mejor.
Te amo, se fuerte que ya falta menos.
“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.
Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”
“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.
Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.
Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
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Relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli 𝐢𝐦𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
Riflettete su ciò che è stato fatto a noi, prima di fare lo stesso sugli altri.
Técnicamente no te odio pero si tengo que salvarte a tí o a una roca... esa roca ya tiene un lugar especial en mi jardín.
Humanista