Chiacchiere, chiacchiere, ma non vi fate infinocchiare, Tra il dire e il fare c'è di mezzo il MARE. Alzate le chiappe e andate a votare!
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Chiacchiere, chiacchiere, ma non vi fate infinocchiare, Tra il dire e il fare c'è di mezzo il MARE. Alzate le chiappe e andate a votare!
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Insomma, qui si vota e si vota Sì!
Pesci d'aprile, buchi nell'acqua e ministre che regalano vagonate di oro nero a fidanzati trivellatori.
Il 17 aprile si vota per il referendum sulle trivellazioni. Nonostante il voto sia relativamente vicino, i comitati per il 'sì' lamentano difficoltà nel riuscire a informare correttamente e per tempo gli italiani su 'questa partita importantissima'. In effetti, del referendum sulle trivelle la maggior parte della popolazione sa poco, quando non ne ignora completamente l'esistenza. Un riassunto dei punti principali: perché si vota, da dove viene questa consultazione e qual è la posta in gioco.
Un quadro completo sull’argomento per chi non si fosse fatto ancora un opinione chiara.
la propaganda del governo millanta numeri gonfiati su quanto si potrebbe estrarre dai nostri fondali e su quali sarebbero le ricadute economiche per il Paese, ma non è disponibile alcuna stima dei danni che le trivelle potrebbero arrecare ai mari italiani, al turismo e alla pesca (GreenPeace)
Come sempre una questione di costi-benefici da calcolare non solo in termini di risvolti occupazionali a breve, ma anche e soprattutto in termini di sostenibilità ambientale, quella sconosciuta.