Amore, riserva la tua tristezza a chi sa capirla, non lasciare che questo mondo superficiale ti porti via. La tua fragilità è una distesa di cielo fatto di niente, nessuna stella è bella come sei tu quando non rinunci a essere te stessa. Stella dopo stella hai rivissuto ogni abbraccio: gli abbandoni come fanno a fare così male se non sono una scelta? Gli abbandoni come fanno a spezzarti in due se sei solo tu quello che resta? Hai sentito bruciare le vene, avevi freddo e non volevi rientrare. Ora, vi prego, fatemi respirare. Aria. Quante volte prima e dopo di me ti è mancata l’aria? Aria, cerchi sempre l’aria, anche quando non sai se stai respirando ancora. Una bambina fragile diventa un puntino immobile in un mondo troppo grande che si muove a scatti, è questo che pensi quando ti domandano: «Come fai a sentire le cose dentro così forte?». Il cielo è sempre azzurro, non si stanca mai di essere bellissimo, il cielo è sempre azzurro e non si stanca mai di brillare. Hai avvolto il tuo passato dentro a una felpa grigia, aspettando che passasse davvero, hai guardato l’orologio: 21.21, esprimi un desiderio. Aria, respirare respirare davvero. «Rientri, amore? Fa un freddo cane» ha gridato qualcuno. Vaffanculo, fatemi respirare.
Marzia Sicignano, Aria

















