Ma seriamente, la gente la propria materia grigia la usa o si limita a farci il sugo per le polpette?
È un quesito che ormai mi assilla da tempo.

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Ma seriamente, la gente la propria materia grigia la usa o si limita a farci il sugo per le polpette?
È un quesito che ormai mi assilla da tempo.
Vorrei solo capire perché la gente deve fa così.
E il mio non vuole essere uno sfogo da tredicenne confusa e felice (cit.) che vuole dar prova di possedere una chissà che rosea e patinata vita sentimentale.
Però eccheccazzo.
E’ mai possibile che la maggior parte delle persone che mi “interessano” finiscono sempre col rivelarsi dei soggetti altamente psicolabili, con tendenze alla megalomania e con una faccia da culo in dotazione di serie?
Può esse che mi sia persa qualcosa mentre mi allenavo per diventare la persona più acida e asociale di tutto il pianeta, ma mi dite esattamente QUANDO cavolo ha smesso di andare di moda l’essere normali?
Cioè ce la fate? Ve serve un ripasso? Qualcuno che vi rispieghi da capo l’abc del vivere comune?
Che poi il fatto di essere tutti na manica de stronzi non vi penalizza affatto, perché alla fine, nel bene e nel male, un modo per affezionarsi a voi si trova comunque.
Il problema è che poi non è così semplice smettere tutto d’un tratto.
Nel senso, parliamoci chiaro: se siete veramente dei casi disperati, delle zavorre viventi, che proprio uno nun je la po fa più manco se lo pagano, almeno UN tentativo per scollarvisi si cerca sempre di farlo. E magari alla fine ci si riesce pure.
Ormai poi con tutti questi telefonini, numeri, nomi in rubrica, contatti di Facebook la cosa ha anche acquistato un certo gusto melodrammatico che ci fa un po’ sentire come la star di uno di quei telefilm americani.
Infatti siamo lì nelle nostre stanzette ad immaginarci una telecamera alle nostre spalle che ci riprenda proprio nel momento in cui il nostro pollicino da smartphone spinga il fantomatico tastino rosso “ELIMINA” e arrivederci&grazie.
Problema risolto, e anche in grande stile.
Peeeeeeccato che: il nostro cervello questo bottone magico non ce l’abbia. Da nessuna parte. Ma non dubito del fatto che tra un paio d’anni qualche giappo-cinesino dalla mente brillante e tecnologica non ce lo sbatta in faccia come nuovissima invenzione di sua proprietà.
Comunque, fino a quel momento ce la dobbiamo tutti andare a prendere allegramente in quel posto, cercare di procedere in avanti con le nostre esistenze tipo e portare pazienza.
Ma tipo settordici valangate da 4 tollennate di pazienza l’una, se dall’altra parte abbiamo un soggetto con spiccate tendenze egocentriche che, sporadicamente, ma con una notevole costanza (nel senso che: pure se lo fa ogni morte de Papa, state sicuri che comunque a rompe i cojoni ce ritorna sempre) viene a bussare di nuovo su quella porticina così piccolina, così carina, dove sopra è stato affisso un bel cartello che in caratteri leggibili dice: “COR CAZZO CHE ME CE RIFREGHI”.
La mia domanda a questo punto è la seguente: ma perché mai, Dio santissimo?
O per meglio dire: con quale ultimo, timido, flebile, inutile baluardo di sfacciataggine ve vie in mente de ritorna a rompe li cojoni? Ancora?
Dopo che: ce avete dato prova, più e più volte, di non essere persone normali; dopo che noi abbiamo cercato, con risultati non troppo esaltanti, de fa finta de niente e tira avanti lo stesso; dopo che manco fa i fessi è servito più a nulla e quindi è scattato automaticamente il “piano B: dassela a gambe il più in fretta possibile” per preservare un briciolo di dignità che c’è rimasta.
Considerando inoltre che, molto probabilmente, siamo tutti, e dico TUTTI (noi normali-voi fuori di testa), ognuno a modo suo, rimasti “male” per quello che è successo - oppure per quello che non è successo e che, invece, sarebbe dovuto succedere.
E dopo che tutto questo pastrocchio, come se non fosse stato già di suo abbastanza, stava finalmente per essere assimilato del tutto dal nostro subconscio come “parte costruttiva del nostro orgoglio personale”.
A voi ve viene in mente la malsana idea de ariocacce.
E davanti a questa ennesima costatazione che la vita è na merda coronata da tante altre piccole cacchine messe tutte in cerchio, mi viene spontaneo citare come unica consolazione la grande citazione del mio vecchio amico Alby.
Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.
Almeno sulla seconda annamo tutti sicuri.
PS: scusate lo sfogo ma penso e spero che non accadrà mai più.