Alla scoperta del web navigando tra colonie spaziali
Prendiamoci una piccola pausa dal mondo della medicina per riflettere su come il digitale, in particolare internet, abbia cambiato la vita stessa. Vi racconterò dei miei primi passi nella rete.
Quando ero piccolo mia madre mi raccontava di quando doveva alzarsi dal divano per cambiare canale televisivo e di come sognasse l’invenzione di qualcosa che poi fu il telecomando. A me l’esistenza del telecomando sembrava ovvia, ragion per cui mi veniva da pensare che la gente dell’epoca non fosse particolarmente sveglia. Penseranno la stessa cosa di noi le generazioni future a cui racconteremo di come si facevano le ricerche prima del web?
Internet entrò in casa mia abbastanza tardi, poco dopo le Olimpiadi del 2006. Mio padre, visto il maggior uso della posta elettronica nel suo lavoro e la diffusione dell’ADSL, decise che era ora di consentire al “pericolosissimo” internet di accedere a casa nostra.
Certo, a delle condizioni. La connessione venne stabilita su un pc obsoleto, di cui ricordo solo la dimensione della memoria interna e il sistema operativo: 9GB e Windows 98. Questo precludeva l’uso di internet per scopi non necessari, quali ascoltare musica, guardare video (youtube in realtà non era ancora così noto) e giocare. Ulteriore deterrente all’uso fu la scelta di un piano tariffario a consumo.
Il primissimo uso di internet (al di fuori di ricerche su wikipedia già provate in laboratori scolastici) fu la creazione di una casella di posta elettronica. Questo mi servì per iscrivermi ad un sito, per fare quello che in teoria non mi era consentito fare con internet: giocare. Infatti andava molto in voga tra i miei compagni di classe un gioco on-line chiamato O-GAME, un gestionale a tema spaziale in cui dovevi far crescere la tua colonia di pianeti sviluppando le risorse o conquistandole con flotte di navicelle spaziali. Il livello grafico era costituito esclusivamente da immagini evocative e statiche, affiancate da lunghe descrizioni per pianificare al meglio la condotta di gioco. Può sembrar noioso, ma con il pc a disposizione era una delle poche possibilità ludiche.
Una schermata del gioco O-Game - Fonte flickr.
Intanto in quei mesi nasceva e si diffondeva un sistema di messaggistica che rappresentava quello che oggi è whatsapp, ovvero MSN Messenger: una chat che ti consentiva di comunicare con gli amici on-line senza pagare l’invio di ogni singolo messaggio. Per ragazzi abituati ad abbreviare gli sms telefonici così da non sforare i limiti odierni previsti dagli abbonamenti (per i fortunati ad averceli), una possibilità del genere era il paradiso.
La finestra di una chat, così come si vedeva su Windows98 - Fonte flickr.
Si sa, i messaggi di chat sono come le ciliegie, uno tira l’altro, e la gestione di una colonia di pianeti richiede molta attenzione. Lo sapeva anche la bolletta telefonica, che lo fece capire a mio padre. Papà si arrese e sottoscrisse un abbonamento per la connessione, ma con un riservo: il pc connesso rimase lo stesso per ancora 2-3 anni. Ma intanto la mia progressiva scoperta di internet non si vedeva più ostacolata da limiti di tempo.