Yesterday mourners after having been violently attacked by police forces attacked the symbol of the Prime Minister party, AKP. A local election office was looted in Sisli district and protestors confronted with police for hours.
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Yesterday mourners after having been violently attacked by police forces attacked the symbol of the Prime Minister party, AKP. A local election office was looted in Sisli district and protestors confronted with police for hours.
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Il quotidiano ritorno alla "normalità" #occupygezi #direngeziparki
Istanbul di giorno sembra una grossa gatta distesa placidamente sulle rive di questo incrocio di mari che é il Bosforo. L'acqua risplende dei riflessi di un sole di giorno in giorno piu' caldo, la gente sorseggia chai seduta al tavolino di qualche sala da thé lungo le rive di uno dei due lati, o cammina indaffarata lungo le vie del centro. Dopo gli scontri di sabato, ieri sera un'altra grande manifestazione ha attraversato le strade della parte europea della citta', con migliaia di persone scese per strada a Kadyköy, cosi' come altre migliaia hanno manifestato ad Ankara, per protestare contro l'avvenuto rilascio, ın attesa di giudizio, dell'agente che il 2 gıugno durante una protesta nella capitale sparo' alla testa da distanza ravvicinata al giovane Ethem Sarisuluk, morto in ospedale tre giorni dopo. İ genitori chiedono che venga fatta giustizia, ma la motivazione della corte per il rilascio appare gia' abbastanza chiara: secondo i giudici l'agente avrebbe agito ''entro i limiti della legittima difesa''. Oggi ancora una volta Istiklal é tornata a riempirsi di turisti di ogni provenienza e cittadini impegnati in ogni sorta di attivita'. Nel centro di Taksim sono parcheggiati alcuni autobus turistici ed al vagone passeggeri del caratteristico tram storico che congiunge la piazza alla torre di Galata ne é stato aggıunto un altro che fa da palco per un trio jazz. Tutto sembra tornato alla normalita', le scritte sui muri sono gıa' state del tutto cancellate, tranne qualche rarissima eccezione, segno evidente del tentativo del governo di cancellare ogni minima traccia di quanto sta accadendo, e l'aria afosa viene a tratti rinfrescata dal vento che arriva dal Bosforo. I piu' giovani tornano a far shopping, i piu' anziani giocano a backgammon sulle terrazze o in qualche vicoletto ombreggiato, qualcuno si affaccia in piazza, dove dallo scorso lunedi, ininterrottamente, continua a farsi sentire la presenza dei duranadam. İ commercianti del centro, solidali chi piu' chi meno con i manifestanti, discutono tra di loro sui costi economici del dissenso. Nessuno ha dubbi riguardo ai responsabili, la repressione in atto da parte di governo e polizia, ma il clima di guerriglia che va avanti da quattro settimane sta diventando per molti insostenibile.
La citta' sembra in preda ad una specie di schizofrenia. Gli stessi posti si trasformano dalla notte al giorno da teatri di guerriglia urbana a placidi luoghi di passeggio e divertimento. La gente vuole il cambiamento, ma ha bisogno di normalita' e pıu' le strade diventano scenario di violenze, pıu' si riempiono di persone che cercano di tornare alla vita. La tensione si sfoga nei giorni ''tranquilli'' in una specie di corsa alla ricerca del tempo perduto. Le realta' oscillano, viene da chiedersi se ci si trova nella stessa citta', se le proteste e gli scontri stiano avvenendo realmente. E' un clima insostenibile, una battaglia di nervi sulla quale si combatte una partita molto importante per le piattaforme di opposizione. Non a caso una delle ultime parole d'ordine del movimento é ''mantenere la calma''.
L'equilibrio mentale di quanti stanno vivendo la protesta dall'inizio é messo a dura prova da questi continui rivolgimenti. Agenti di polizia che solo l'altro ieri armati di tutto punto rincorrevano i manifestanti per le strade, oggi passeggiano tranquillamente a gruppi di quattro, affollano i tavolini dei ristoranti, sorridono alla gente, con tutta l'arroganza di chi sa di potersi permettere di tutto. Solo ieri un'altra grande manifestazione, ed oggi sembra tutto turnato alla normalità. Ma l'immagine delle violenze resta impressa a fuoco nella mente delle persone, si moltiplica nei tweet ricchi di foto e nei filmati che proliferano su youtube, non ultimo quello del sanguinoso pestaggio avvenuto in un parcheggio diffuso da ieri. L'arroganza dimostrata dal primo ministro turco Erdogan in questi giorni, il suo proclamare pubblicamente di aver ordinato personalmente l'attacco di sabato ai manifestanti, i continui richiami a quella che sara' la punizione futura dei protestatori, con l'individuazione dei ''responsabili'' e dei ''complottisti'' gia' in atto, l'escalation delle violenze, inducono una crescente paranoia da entrambi i lati. La gente comincia ad aver paura, antichi fantasmi aleggiano nella mente dei piu' grandi, mentre il governo procede ad arresti ed espulsioni. Ultima, l'espulsione avvenuta la scorsa notte, della studentessa francese Elisa Couvert, arrestata durante le proteste dopo essere stata trovata nella sede del CHP dove si era rifugiata per sfuggire ai lacrimogeni. Arresti di avvocati (anche se poi rilasciati), di autori di tweet e di manifestanti, aggressioni a giornalisti stranieri, applicazione della legge anti terrorismo. Siamo di fronte ad un nascente regime?
AKP thugs who come to disrupt peaceful discussions in Abbasağa Parkı. They have been forced out by the demonstrators. Forums went ahead.
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Cars are blocking Kennedy Ave, in Ankara to stop riot vehicles from going in. (00:30 AM, Tuesday 6/18/2013)
Doctors confirm that water sprayed from police canons is diluted with chemicals
Mothers are supporting their children in Gezi Park, Istanbul. Children's humorous response to their lovely mothers :D
But mom, my tent is not messy, it has an order of its own.