“Accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso.”
Primo Levi, Se questo è un uomo.
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“Accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso.”
Primo Levi, Se questo è un uomo.
Almeno oggi
La bestialità di paragonare la Shoah alla guerra a Gaza viene solo da antisemiti cronici come i grillini propal. Almeno questo giorno tacete!
Dejavu.
Non si invochi questo per raccontare quello. Non si paragoni uno schifo per descriverne un altro.
D'altra parte le macchine non ragionano.
A powerful memorial: dozens of pairs of iron shoes, left behind on the riverbank. A tribute to the victims of the Holocaust in Budapest, forced to remove their shoes before being executed—tied together in pairs: one shot dead, the other condemned to drown or freeze in the waters of the Danube. I imagine a river full of bodies.
The executioners? Not the Nazis, but fellow Hungarians—members of the fascist Arrow Cross militia who, even after the Germans had fled, finished the job. They murdered the remaining Jewish prisoners just before the Red Army entered Budapest.
Eravamo in una stanza di sicurezza. Mio padre sapeva cosa sarebbe successo e mi disse 'scusa se ti ho messa al mondo' Liliana Segre
Birkenau, Polonia. 7 marzo 2022.
A Birkenau il vento soffia forte. Fa freddo e c’è un silenzio sepolcrale. Quante vite massacrate nel campo di concentramento, di sterminio, costruito durante la seconda guerra mondiale dai nazisti. Siamo vicino katowice, a circa 60km da Cracovia, nel secondo sito di Auschwitz. Hitler voleva eliminare le impurità dal popolo tedesco, sognava la sopravvivenza di un’unica razza umana, la razza ariana, la razza considerata superiore. Iniziò dunque una lunga caccia agli ebrei, ma non solo, i quali vennero catturati e deportati in Polonia per essere poi sterminati in massa. Camere a gas, il muro delle fucilazioni, malnutrizione, maltrattamento e violenze, abusi, lavori forzati “l’ ARBEIT MACHT FREI” il lavoro che rende libero scritto sui cancelli di entrata ad Auschwitz. La sofferenza e la morte. Dal campo venivano riprese immagini di giovialità, di allegria nel sovversivo tentativo di correggere l’opinione che i più avevano sui lager, per propaganda .
Sono passati tanti anni dall’Olocausto, ma non troppi, perché oggi in Polonia si vive un avvenimento di svilimento simile. In migliaia sono i profughi che dall’Ucraina trovano rifugio in questa terra, fino a ieri un campo di sterminio, oggi un rifugio non molto lontano dalla guerra che si combatte a poche centinaia di kilometri. Ieri Hitler voleva scindere la razza ariana da quella ritenuta inferiore, oggi Putin vuole unire due popoli che non dovevano mai separarsi: russi e ucraini. Ma come all’epoca del terzo Reich, anche oggi la questione non è solo di razza. Interessi sociali, ambizioni di espansionismo territoriale ed economico, sete di potere e supremazia risiedono alla base dello sterminio a cui tutti assistiamo in diretta dalle nostre case. Anche Putin ha cercato di manipolare le immagini che andavano in onda nelle televisioni russe. Per fortuna abbiamo Anonymus e la globalizzazione con sui pro e contro fa cadere i muri di gesso, i veli e le maschere. Quanti bambini, donne, padri, ragazzi stanno morendo? Migliaia! Stesso scenario, stessa ferocia. La storia si ripete. Si ripeterà all’infinito fino a quando tutti, dal primo all’ultimo, non avranno fatto tesoro degli orrori del passato che sono destinati a tornare. Le nostre democrazie, le nostre libertà, la nostra pace non sono tanto scontate.
Partecipate tutti alla vita politica, interessatevi, istruitevi, combattete per i diritti sempre, anche quando sembra che siano stati conquistati appieno. Non vivete distrattamente il presente, ma siate vigili, orgogliosi e onorati di ciò che avete, difendetelo sempre, ma soprattutto abborrite la guerra in ogni sua forma, mettete giù le armi, perché no, non siamo migliori del passato, non persuadiamoci di esserlo per gli sviluppi tecnologici che abbiamo raggiunto, siamo rimasti lì, siamo rimasti qui, a Birkenau.
Si gela di più.