Lascia che il vento ti spettini.
Onde tra i capelli.
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Lascia che il vento ti spettini.
Onde tra i capelli.
Onde sulle sponde
Dei tuoi fianchi abbronzati attaccati a me
Onde più profonde
Se ti guardo davvero che cosa non farei
Onde più rotonde
Di quell'onda che arriva e non torna mai
Onde sulle sponde
Sei tu che come sabbia sei qui con me
Io sono il mare su di te
Dentro te
Hai detto che è fatto di onde?
Sì, è proprio così.
Mi chiedo di cosa siano fatte le onde.
Oh, le onde sono fatte di onde.
Le onde sono quello che sono,
Scintillio,
Oscillazione,
Movimento ritmico che è l'essenza intrinseca di tutte le cose.
In definitiva, c'è solo movimento,
Nient'altro.
Il movimento che è la luce
Viene dal sole
Ed è una cosa così meravigliosa
Che nient'altro è mai qualcosa se non illuminato da essa.
Margaret Tait, Luce, Marzo/Aprile 1958
✍️🤫💞
Il potere del silenzio
C’è un punto preciso, quasi impercettibile, in cui le parole arrivano al bordo… e si fermano. Non perché siano proibite, ma perché, dolcemente, non servono più. Come una scala davanti a una porta già aperta, restano lì… mentre tu entri lo stesso, in punta di cuore.
Succede quando ciò che vivi è troppo pieno, troppo vero. Le parole, che di solito raccolgono, spiegano, ordinano, diventano piccole, quasi timide. Si avvicinano, sfiorano… e poi si ritirano, come onde che riconoscono la profondità del mare.
Tentano di avvicinarsi, ma rimbalzano contro qualcosa di più grande.
Come quando guardi qualcuno negli occhi e capisci tutto prima ancora che apra bocca. Oppure quando una perdita o un amore ti attraversa: puoi raccontarli, certo, ma il racconto resta sempre un’ombra rispetto a ciò che senti davvero, resta sempre più vasto di ogni frase. In quei momenti, parlare è come tradurre un tramonto in una formula. Funziona… ma perde luce, l’essenza scivola oltre.
Le parole diventano superflue anche quando dentro si fa chiarezza. Quando non c’è più nulla da difendere, né da dimostrare. È come arrivare alla fine di un lungo dialogo interiore e accorgersi che la risposta non è una frase, ma un respiro che si distende, finalmente.
E poi c’è quel silenzio più sottile, più consapevole. Non dire tutto, non per paura… ma per cura. Perché si comprende che non ogni verità ha bisogno di essere pronunciata per essere reale. In quel momento, il silenzio non è mancanza: è precisione, è rispetto, è una forma di amore che sceglie con delicatezza.
Esiste anche il silenzio condiviso. Due persone sedute insieme, senza riempire lo spazio. Nessuna tensione, nessun bisogno di intrattenere. È lì che il silenzio smette di essere vuoto e diventa relazione pura. Una lingua senza parole, ma perfettamente comprensibile. Un sentirsi che non chiede traduzione.
Le parole servono a costruire ponti.
Il silenzio, a volte, ti fa scoprire che eri già dall’altra parte, ti sussurra che non c’era alcuna distanza.
E in quel momento sospeso, dove nulla viene detto e tutto è compreso…non manca niente.
Il silenzio non è vuoto. È una stanza quieta dove le cose trovano finalmente il loro posto.
C’è un istante, tra un pensiero e l’altro, in cui il rumore si dissolve. Non perché il mondo si fermi, ma perché tu smetti, per un attimo, di inseguirlo. E lì, in quello spazio leggero, accade qualcosa di raro: ti incontri davvero.
Il silenzio è un artigiano paziente. Leviga le parole finché restano solo quelle necessarie. Smonta le emozioni ingombranti e le rimonta in forme più leggere. È lì che la rabbia perde il suo eco metallico, e la paura si adagia, finalmente stanca… e tu puoi restare, senza dover scappare da ciò che senti.
Non è assenza. È presenza senza distrazioni.
I più forti, non sono quelli che riempiono ogni pausa, ma quelli che sanno abitarla con gentilezza. Chi sa tacere non si sottrae: osserva, comprende, sceglie. Il suo è un potere quieto, che non impone… ma orienta.
Non urla, ma resta.
E nel silenzio, spesso, gli altri si rivelano. Senza pressione, senza rumore, le verità emergono da sole. Tu resti lì… e capisci.
Il silenzio è una porta che si apre verso l’interno, e intanto illumina anche ciò che sta fuori.
Chi lo teme, riempie il mondo di rumore.
Chi lo accoglie, vi trova spazio per respirare.
E lì, senza bisogno di spiegare, senza dover convincere…si diventa, piano, liberi.