mi piace pensare che il primo uomo sulla terra avesse come unico amico un albero
di Giuseppe Jepis Rivello, fratello cilentano
Giuseppe Rivello @Jepisit e Paolo Parente @Paul_Kitchen in ocassione di #OpenBosco
Foto Marius Mele
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mi piace pensare che il primo uomo sulla terra avesse come unico amico un albero
di Giuseppe Jepis Rivello, fratello cilentano
Giuseppe Rivello @Jepisit e Paolo Parente @Paul_Kitchen in ocassione di #OpenBosco
Foto Marius Mele
Perché OpenBosco
di Michele Sica, Bosconauta
Intima esperienza è per me il bosco e gli alberi e la terra che fermenta humus, e il verde lussurioso delle fronde di maggio.
Tenterò, tuttavia, di raccontarvi come e cosa sussurra questo mondo così lontano dall'esperienza quotidiana di quasi tutti noi e perché credo sia così importante tornare a viverlo, anche solo per una notte e un giorno. E soprattutto perché portare al bosco suoni, parole, pensieri che appaiono tanto lontani da questa realtà che preserva un equilibrio fragile e perfetto. In sostanza perché OpenBosco.
OpenBosco: aperto lo è stato sempre, il bosco, alla vita. Ad aprirci, in questo nostro tempo, dobbiamo essere noi alla sua inenarrabile storia, perché da essa abbiamo solo da imparare. Partiamo semplicemente dal confronto di questo ecosistema con il nostro di sistema: la società umana, oggi. Siete ancora certi di vivere nel migliore dei mondi possibili?
Parlare di Progresso Sostenibile, di Social Innovation e di Etica del Lavoro in un bosco vuol dire innanzitutto sforzarci di capire che oltre al nostro ego di specie animale "superiore" esiste una realtà all'interno della quale siamo immersi, di cui facciamo parte, di cui siamo sottoinsieme.
E allora Progresso vuol dire ricerca, tecnologia e futuro ma solo nel caso in cui questi processi non siano scissi dal contesto, l'ambiente, l'habitat. Progresso è, e dovrebbe essere, creazione di strumenti non dipendenze. Strumenti che facilitano, migliorano, nobilitano. Che innovano. Innovazione di un tessuto che sia prima di tutto quello sociale e, quindi, economico. Non viceversa. E invece in questa nostra economia siamo ancora costretti a parlare di Etica del Lavoro, ancor peggio di Diritto al Lavoro.
In un mondo possibile in cui Innovazione non avrebbe senso se non in un'accezione sociale parlare di Lavoro in termini di diritto sarebbe semplicemente superfluo. Se progresso generasse strumenti e non dipendenze forse Lavoro avrebbe un nuovo significato: impiegare il proprio tempo a costruire, a progettare, a innovare. Tutt'altro che sostenersi, accumulare e consumare.
Così torna il Bosco, e la sua incredibile propulsione vitale. Una risorsa preziosissima per l'uomo che costruiva, che progettava, che innovava.
Uscimmo dalle tane, dalle caverne buie per lasciar le ombre e le paure e andammo per il mondo ad imparare. Oggi che le caverne e le ombre e le paure ce le siamo cucite addosso, torniamo dentro al mondo, apriamo le nostre menti per re-imparare.
IL PRIMO EVENTO DI OPENBOSCO SI TERRA' IL 29 2 30 GIUGNO A CALVANICO. PER IL PROGRAMMA DELL'EVENTO, TUTTE LE INFO UTILI E PER ISCRIVERSI WWW.OPENBOSCO.COM
Le foto sono di Marius Mele
Un'estate tra Ruralità e Social Innovation
PROGRAMMA dell'evento 29 e 30 Giugno 2012
PROGRAMMA della settimana dal 15 al 22 luglio 2012