La tavola ricca di ogni ben di Dio: una cesta colma di pane e fragranti pizze fritte, da farcire con salumi e formaggi locali; un'insalata di pomodori cuor di bue - succosi, maturi, saporiti, come non ne mangiavo da tempo -, condita con bufala, basilico e un'insolita spennellata di olio al tartufo; per finire, una teglietta di patate raccolte nell'orto appena ieri, e un intingolo di peperoni, cipolle e zucchine che è le sette meraviglie; una bottiglia di rosso della casa e l'immancabile genziana a fine pasto. È la nostra ultima, intima cena abruzzese, cui seguirà l'ultima, malinconica notte alle pagliare, prima di riprendere domattina la via per la città. Per l'occasione, siamo tutti ospiti e a nessuno spetta l'incombenza delle stoviglie da pulire: un piccolo lusso concesso per addolcire il commiato, mentre ci si prepara al consueto "Addio monti" manzoniano. Alla vigilia della partenza si ha sempre motivo di tenersi su d'animo, l'uno con l'altro. "Se soltanto si potesse", mi ritrovo a pensare. "Se soltanto si potesse...", e il desiderio rimane inespresso, mentre con un sorriso accolgo l'affettuoso invito di una nuova amica a incrociare un'ultima volta i nostri calici, mentre in cielo si addensano scure nubi cariche di pioggia. Cambia il tempo. * lepagliareditione.tumblr.com #lepagliareditione #aunpassodadio









