Personale specializzato per il settore alimentare
Allarme manodopera nel settore alimentare: mancano 68.000 professionisti in Italia. Confartigianato segnala una grave mancanza di personale nel comparto alimentare artigiano. Le aziende non riescono a trovare panificatori, gelatieri e pasticcieri a sufficienza.
Le esportazioni dei prodotti alimentari italiani continuano ad aumentare, registrando un +4,3% nel 2025. Questo dato conferma l'apprezzamento globale per i prodotti tipici del nostro territorio. Tuttavia, le aziende produttrici affrontano un problema rilevante: la difficoltà di assumere personale specializzato. Di conseguenza, i laboratori di produzione interni faticano a mantenere a regime le loro attività.
I dati di Confartigianato: 68mila posizioni scoperte
Durante il convegno “Intelligenza artigiana a tavola” alla Camera dei Deputati, Confartigianato ha presentato numeri precisi sulla situazione occupazionale. Le imprese del settore Food & Beverage hanno bisogno di 176.450 addetti, ma per almeno 68.160 posizioni non si trovano candidati. Questo significa che il 40% delle richieste di assunzione non viene soddisfatto.
Nello specifico, le mancate assunzioni riguardano:
- 9.820 addetti tra panificatori e pastai (il 67,6% rispetto ai 14.520 posti disponibili). - 6.190 lavoratori tra gelatieri, pasticcieri e addetti alle conserve (su 14.090 posizioni aperte).
Questa carenza di organico riduce la capacità produttiva delle 64.365 aziende artigiane del settore alimentare e della ristorazione, le quali attualmente impiegano 248.672 persone. La necessità di personale è legata alla produzione di un ampio numero di specialità: 330 prodotti a marchio europeo (Dop, Igp, Stg), 530 vini certificati e oltre 5.717 prodotti tradizionali regionali.
L'impatto della carenza di personale nelle regioni
La difficoltà nel trovare manodopera specializzata interessa l'intero territorio nazionale. La lista delle regioni con il maggior numero di posizioni non coperte è la seguente:
- Emilia-Romagna: 8.910 posti vacanti (su 21.660 richieste totali). - Campania: 8.560 lavoratori mancanti. - Lombardia: 7.640 figure introvabili. - Veneto: 7.520 posizioni scoperte. - Puglia: 6.980 assunzioni mancate.
La scarsità di candidati per questi ruoli si registra in modo evidente anche in Piemonte, Valle d’Aosta e Sicilia.
I mestieri con la minore disponibilità di candidati
Le figure professionali più richieste, ma con il minor numero di candidati disponibili, sono pastai, panificatori, pasticcieri e gelatieri. In media, per il 56% dei posti di lavoro offerti in queste categorie non si trovano lavoratori. Analizzando i soli panificatori e pastai, la percentuale di posti non assegnati sale al 67%.
Cristiano Gaggion, presidente di Confartigianato Alimentazione, ha precisato che sono necessari interventi politici per promuovere questi lavori, poiché offrono stabilità economica e permettono di mantenere attive le competenze produttive italiane.
Le abitudini di acquisto dei consumatori
Mentre le aziende faticano a produrre a causa della mancanza di personale, la domanda interna si orienta in modo specifico verso i prodotti locali e certificati.
I dati mostrano che:
- 12,3 milioni di cittadini italiani (il 23,5% della popolazione sopra i 14 anni, con percentuali maggiori nel Sud Italia) comprano prodotti a chilometro zero. - Il 14,1% dei consumatori acquista regolarmente prodotti da agricoltura biologica.
Confartigianato ribadisce l'urgenza di attuare soluzioni pratiche per risolvere il problema del personale e garantire la continuità della produzione alimentare nazionale.
















