che sia tempo di andar via quando su Tumblr i tuoi follower cominciano ad essere solo sexual fake?
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che sia tempo di andar via quando su Tumblr i tuoi follower cominciano ad essere solo sexual fake?
Chissà se basta capitarsi, decapitarsi come mantidi, con fili di tristezza agli occhi come aracnidi. Mangiarsi, partendo dai morsi scavando gli animi.
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Darsi appuntamento per un caffè, e invece fermarsi al parco per divorarsi di baci. Cose così..
C’è qualcosa di tremendamente ironico nella felicità.
Più cerchiamo di raggiungerla, più essa si allontana da noi.
Un’ambizione destinata a perdersi nelle convinzioni sociali.
Osservo la gente che quotidianamente persegue l’obbiettivo di essere felice,
cercando in ogni modo di distrarsi dalla realtà che ci circonda.
Uno scopo, quello di essere felice, che preclude l’opportunità di conoscersi davvero.
Una realtà che impone delle convenzioni.
E il fatto stesso di ricercare la felicità, ci porta inesorabilmente lontana da essa.
Cosa posso fare per essere felice?
Un’allerta, scaturita da pensieri, che dinamici girano per la nostra mente.
Ma cos’è la felicità?
Comunemente mi viene risposto: “felicità è sentirsi bene”. E da qui partono una serie di idee filosofiche, sentite e risentite, che si disseminano tra il provare a spiegare sentimenti come la gioia e il piacere, sentimenti che, come tutte le emozioni umane, sono sfuggenti. Ciò causa, naturalmente, un inseguimento di queste belle sensazioni, che non fa altro che generare uno stato d’ansia perenne, volto a elidere qualunque emozione negativa.
Non c’è approccio più sbagliato. Le emozioni negative sono parte di noi, ignorarle, paradossalmente, ci allontana da quelle positive.
Spesso ho anche sentito dire: “mi rende felice far star bene gli altri”. Altro errore molto comune. La felicità è tua, non deve dipendere da nessun altro. Aiutare il prossimo, far star bene gli altri, è l’azione più nobile che possa esistere, ma non ti darà mai un profondo senso di appagamento, rimarrà superficiale come qualunque sforzo tu faccia per essere felice.
Esatto: sforzo.
Perché sforzarsi ad essere felici?
Perché viviamo nella società dello “stare bene”, intrisa di una cultura alla ricerca ossessionata della felicità, in cui le emozioni negative sono viste come debolezze.
Esso è un imprinting mentale, dato da una sequenza drammatica di preconcetti che si sono instaurati in noi nell’arco degli anni.
È possibile cambiare gli schemi mentali a cui siamo abituati? Personalmente penso di sì.
Negarlo a priori costituirebbe già una sconfitta. Si inizia lentamente: prima conosciti. Molti ti diranno che è quasi impossibile conoscersi a 360° gradi, se persegui questa idea, allora davvero non ti conoscerai mai. Inizia a pensare che conoscere se stessi è facile, sei tu alla fine. Ogni cosa che pensi, ogni cosa che dici, ogni azione che compi, fa parte di te e di nessun altro. Tu ti conosci meglio di chiunque altro e chi afferma il contrario, chi prova a dirti chi sei, non fa altro che scadere nella becera presunzione. E a me personalmente, fa solo ridere. Anime in pena che cercano di scaricare i propri tormenti sulle altre persone.
Elevati, non rinchiuderti in schemi impositori: “io sono dolce, io sono romantico, sono stronzo, ecc...”, puoi essere letteralmente come vuoi, inutile etichettarsi, perché facendo ciò, automaticamente bloccherai la tua stessa crescita personale perché, in quanto essere umano, possiedi tutte le caratteristiche di quest’ultimo.
E poi inizia a capire cosa vuoi dalla vita. Cosa ti realizzerebbe a livello personale? Cosa ti darebbe una profonda soddisfazione? Comprendilo, hai tutto il tempo necessario per poterlo fare. Certo, prima inizi, prima capisci, prima agisci.
Poniti degli obbiettivi, poniti quegl’obbiettivi che al sol pensiero ti fanno nascere un sorriso e vai avanti. Spogliati dall’incessante ricerca dell’essere felice, esistono altre emozioni che devi vivere.
No vabbè se incomincio a rileggere la sua chat di Whatsapp devo preoccuparmi.
Finiscila Arianna.
Non ho bisogno di te.
Le persone come me passano e non lasciano il segno, passano e scompaiono nella folla senza neanche farsi notare.
gameoverday
Sono quel tipo di persona che quando canta il suo cantante preferito in tv scatta foto alla tv.