ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti Lucio Battisti

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ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti Lucio Battisti
"Il ticchettio della piogga sul vetro
Il fumo di una sigaretta
I pensieri che si acquetano
Quel minuto segretamente rubato alla monotonia
Dal sapore di libertà
E il retrogusto di malinconia
Dettato dalla brevità
Di un momento all'apparenza eterno."
Avevo paura di essere me stessa. Ora ho paura di essere qualcuno che non sia io.
..... Prima era così facile, e non veniteci poi a dire che gli artisti di un tempo non ci sono più, o mancano gli scrittori e via dicendo; perché è il pubblico che manca, sono loro che sono distratti e se ne fottono dei pur lodevoli sforzi degli animi sensibili tesi a scandalizzare le masse. Un tempo era semplicemente più facile, narravi un amore omosessuale, sbattevi in faccia alla borghesia i suoi stessi difetti, e loro ti condannavano all’indice e allo stesso tempo ti immortalavano sull’altare sacro dell’arte, innalzavano la tua personalità al di sopra delle masse belanti e scolpivano l’icona mistica della tua paradigmatica esistenza… oggi se ne fottono diciamolo pure, se ne fottono di te, delle tue storie, dei tuoi piccoli scandaletti da provinciale; la massa dei benpensanti è un immenso grumo gelatinoso, con il fondoschiena appiccicato al divano e gli occhi infossati nelle radiazioni televisive… altro che emergenze, questa sì che è una emergenza reale, è svanito il moralismo, tutto si accetta, si valuta, si commenta, si centrifuga e si dimentica nello spazio di pochi giorni, con buona pace di chi ci aveva passato la vita a escogitare lo stratagemma che l’avrebbe consegnato alla fama imperitura, macché...
Né la religione, né la violenza, i gusti sessuali, le aberrazioni, niente, niente riesce più a smuoverli quei mostri di adattabilità, quei vampiri sempre pronti a succhiare l’energia del mondo e a digerirla con un rutto evocato dalle profondità gastriche durante una pausa per la pubblicità. Hanno imposto a tutti la loro normalità, hanno capito come combattere gli anarchici della morale, con una corrosiva indifferenza… e non fingete di essere scandalizzati, ipocriti, non alimentate le speranze di un esiguo manipolo di illusi che ancora spera di poter sconvolgere la vostra ignobile, irrispettosa, nauseante normalità.
E io di quella massa vi facevo parte a pieno titolo… che tristezza.
Che fine ingloriosa, tutte le aspirazioni di un tempo, i pensieri, i sogni, i desideri, eccoli lì, amalgamati in un unico impasto informe. Io ero immerso in quella normalità nauseante fino al collo, emettevo gli stessi grugniti che in qualche modo avrebbero dovuto apparire come giudizi, o peggio come opinioni critiche. Io come gli altri, come tutti, affondati in questa melma fangosa, senza speranze di salvezza, senza possibilità di cavarci fuori… .....
Variazioni sul tema uomo: autobiografismi VI
I grani di tempo
dove sono rassegnato
a leggere il futuro
sottraendomi
al collasso d’ipotesi
che attende la sera.
E s’ammassa la notte
su chi deve patirla.
(via https://www.youtube.com/watch?v=VrqE6VcOVW0)
Sono un disastro. Perdo sempre tutto. Cose. Parole. Persone. La più importante,me stessa.
Elizabeth Julie Shanti