Persone diverse, che hanno il pregio di essere tanto sradicate da aver bisogno della compagnia degli altri. Anticonformisti e socievoli in linea di massima, non foss'altro perché gli piace incontrare persone anticonformiste e socievoli. Una cultura umana ideale per chi ha voglia d'intrecciare relazioni, per vagabondare da una città all'altra salendo che comunque qualcuno si incontrerà, per chi cerca nuove opportunità professionali sia pure malpagate. Per chi ha bisogno di viaggiare e ha bisogno di una scusa per farlo, per non arrivare a chiedersi che ci faccio io qui? Che quando ci si fa queste domande e si è da soli e non si è chatwin le risposte rischiano di essere un po' imbarazzanti. L' espressione io viaggio da sola non è sinonimo di viaggio solitario. La solitudine non è uno stato d'animo da cercare o da fuggire, è banalmente uno stato di famiglia, magari temporaneo, ma intanto quello è. Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiate a portare la valigia, e questo è un problema risolvibile. Ci sono un sacco di persone che sanno viaggiare bene, ma non è affatto detto che viaggino come fate, o vorreste fare, voi. Date un nome alle sensazioni che provate. Le cose iniziano a esistere quando le nominiamo, e combattere qualcosa che esiste è più facile che combattere contro i fantasmi. Insomma, un conto è dire sto male, un altro dire ho nostalgia di quella cena, oppure sono preoccupata perché non so come affrontare quel problema. Mettersi in ghingheri perché si e lontane da casa evoca immagini da solito buono della domenica, ha l'odore della naftalina e della timidezza. A parlare sono le persone, e la gente non è mai corto di parole, soprattutto se gli si chiede qualcosa del luogo in cui vive. Basta fare la domanda giusta. È la domanda giusta è quella che lascia intendere un interesse vero. E bella la storia di Luisa ed è una lunga storia almeno 21995.122 chilometri, quanti ne hanno dovuto percorrere gli interessati perché tutto ciò prendesse corpo. Eppure si sono infilati tutti i chilometri, i personaggi, i paesi, nello spazio breve di una sigaretta, fumata insieme a lei, in un momento di pausa. C'è stato un tempo, in cui viaggiavo per incontrare. Collezionavo incontri e me li portavo a casa come fossero souvenir. È questo il nocciolo degli incontri casuali: possono commuovere, annoiate, divertire, ma sono comunque spazi bianchi,due passi nella biografia di persone che hanno lasciato a casa nome e carta d'identità. È un io, quello in trasferta, con cui si viaggia leggeri. Non ci saranno amori, litigi, precisazioni, prese di distanza, rivendicazioni, risate, pianti, avvicinamenti, allontanamenti. Insomma non ci sarà una relazione. Per questo ci si sta comodi dentro, come in un paio di pantofole, nessuna vescica da scarpe nuove i crampi da tacco dodici. "Anticoncezionali per non abortire, aborto libero per non morire. La giunta è rossa, ma è rossa di vergogna. I consultori, li ha messi nella fogna. Non siamo macchine per la riproduzione, ma donne libere per la rivoluzione. La liberazione non è un'utopia: donna, gridalo, io sono mia. Subiamo violenza quotidianamente, lo stupro è solo la forma più evidente. Compagni nella lotta, padrone nella vita, con questa storia facciamola finita. " Perché se anche quello parole non sono più capaci di parlare, una cosa ha superato la prova del tempo ed è rimasta intatta è il fatto di non essere mai stata sfiorata dal pensiero di appartenere a un sesso debole.