L’uomo ha un bug di fabbrica: desidera l’infinito vivendo in modalità limitata.
Vuole felicità assoluta con una vita corta, piaceri temporanei e un cervello che si abitua a tutto dopo 5 minuti.
La natura all’inizio ci proteggeva con le illusioni: miti, speranze, sogni, gloria, amore eterno ecc. Poi la ragione ha deciso di fare fact checking su tutto e ci ha rovinato l’esperienza utente.
Ora sappiamo che nessun piacere basta davvero: o finisce, o annoia, o lascia vuoto subito dopo.
In pratica non siamo infelici perché ci manca qualcosa.
Siamo infelici perché vogliamo troppo per un mondo che può dare troppo poco.















