"Sembra talco ma non è" 🤔
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"Sembra talco ma non è" 🤔
Pollon
#maltempo #Camerino: danni anche nella zona delle #Sae #Arcofiato con abitazioni allagate a #Polverina https://www.instagram.com/p/CAZ8KNUJC0j/?igshid=ibxwaewr098q
Sappi che spero sempre di incontrati in giro, anche incrociare il tuo sguardo per un secondo mi migliora la giornata, e non sai quanto. Mi manchi. Scusa se non sono stata l'amica che meriti, ho sbagliato tutto, faccio schifo, ma ti voglio bene, giuro. E se potessi fare qualcosa per riaverti accanto, la farei.
Anni fa, non ricordo più in quale serata delle prime trascorse con un tizio che sarebbe diventato il mio fidanzato, lui mi parlò di quelle sere in cui ti senti “la polverina addosso”. Io lì per lì non capii e pensai “oh, no, un altro cocainomane”, invece lui si riferiva a un’ipotetica e magica polverina alla Trilly di cui ti senti idealmente cosparso in quei momenti della vita in cui tutto va bene e piaci un casino. Nello specifico citò una serata in cui non ricordo bene se se lo volessero fare in tre o se effettivamente se lo fecero in tre, resta il fatto che io ancora non ho capito perché un uomo quando ti vuole conquistare debba raccontarti di quanto le altre lo trovino o lo abbiano trovato figo. Forse pensano che, facendoci credere di avere delle antagoniste, noi li considereremo più attraenti. Poveretti (ma questa è una questione che affronteremo un’altra volta).
Dicevamo: la polverina.
La polverina magica è quella che non si capisce bene da dove arrivi, se da dentro, da fuori, da sopra. Fatto sta che vi sarà successo di sicuro di finire a piedi pari in un giorno in cui incrociate così tanti sguardi sull’autobus che improvvisamente sentite l’impulso di riflettervi nel vetro per verificare di non avere un baffo di dentifricio sulla guancia. È lo stesso giorno in cui si fanno sentire persone che non sentivate da una vita, casi archiviati, casi umani, casi. E quando entrate in ufficio tutti vi dicono qualcosa di bello, come state bene, ma che bella cera, ma che bei capelli, ma quanto sei figa oggi e voi non capite perché, visto che sono gli stessi stronzi che le mattine in cui vi sentite fighe davvero vi guardano un po’ depressi e vi dicono con fare accorato “ti senti bene?”.
Ecco, all’ennesimo intervento esterno, la vostra autostima è alle stelle. Voi non avete la polverina addosso, voi siete cosparse di polverina da capo a piedi, voi SIETE la polverina.
Da dove venga cotanta magia non è dato sapere. È un segreto che ancora non ci è permesso indagare. È un regalo che ogni tanto arriva, ogni tanto proprio no. E questo perché non ha niente a che vedere con come vi sentite voi in quel momento.
Magari siete depressi e avete un graffio di gatto in faccia, eppure arriverà qualcuno a dirvi quanto “vi dona”.
Passaggi astrali, ormoni, tagli di capelli, ore di sonno, niente di tutto questo ha a che fare con la polverina. La polverina è una magia e, in quanto tale, non ha nessuna relazione con la realtà. Succede, puff, come un miracolo.
Quando arriva io mi guardo un po’ intorno, come a dire, ok, adesso finisce. Intanto aprite la mail e trovate qualcosa di inaspettato. Ricevete un sms che sarebbe dovuto arrivare due mesi fa. Qualcuno vi mette in mano un piccolo regalo e al vostro sguardo interrogativo risponde “così”. Ok, adesso finisce. Adesso va via. E arriva il complimento più bello dell’ultimo anno, vi offrono pure un altro lavoro, e un tale, dal fare neanche troppo composto, vi fa spazio per farvi entrare prima di lui in metropolitana. Adesso va via, sarà il cappotto nuovo. E la vostra migliore amica vi scrive per dirvi quanto siete importanti nella sua vita, e una macchina si ferma all’incrocio di merda, quello in cui non si ferma mai nessuno anche se avete il verde, nonostante voi siate distratte dalla ricerca delle chiavi e non stiate neppure lontanamente accennando la vostra volontà ad attraversare. Calma, adesso va via. Arrivate dall’altra parte della strada, alzate gli occhi e uno sconosciuto vi dice “ciao” e voi lo guardate incredule perché nonostante la nebbia vi sembra pure figo e mentre salite le scale qualcuno sta ascoltando la stessa canzone che avevate nell’ipod e il vicino di casa vi rivolge un sorriso per la prima volta in sei mesi. Ok, adesso finisce, adesso va via. Non me la merito, va via, va’ via sensazione di onnipotenza, va’ via ché sei strana.
Eppure in fondo in fondo, in quella parte di noi che qualcuno chiama anima, c’è una me che mi tira una gomitata dritta nel centro del fegato e mi mette a tacere. E all’improvviso mi sembra di sentire quella vocina, quella di cui parlano tutti, e sembra proprio mi stia dicendo: “per una volta, permettiti di essere invincibile. E smettila smettila smettila di rompermi i coglioni.”