Genio al terzo stadio
Succede di rubarsi le idee a vicenda, ma questa volta è giustificabile perché si tratta di best-practice nell'ambito della postazione di lavoro.
Nel nostro gruppo si è diffuso l'utilizzo del terzo monitor, una prassi che consente di aumentare di parecchio l'area del desktop e di migliorare la qualità del lavoro e direi anche la produttività. Anche disponendo di scrivanie "bonsai" (120 cm x 85 cm) è sempre possibile studiare il modo di accomodarli.
"Tre monitor..." dirà qualcuno "...come ci sei riuscito?". Eh! Eh!
I recenti laptop sono dotati di due porte video in uscita: una VGA e una micro-HDMI e in commercio si trovano gli adattatori che consentono di portare il connettore da "micro-HDMI" a "standard-HDMI".
Qui entra in gioco il terzo stadio del genio del consulente: esistono anche adattatori da standard-HDMI a VGA, perciò concatenando opportunamente gli adattatori si riesce a mettere in marcia il famigerato terzo monitor.
Tutto ciò apre ad un livello totalmente nuovo di visione del lavoro e d’altra parte ad essere ancor più intensamente bombardati di informazioni, ma ha il pregio di consentire di focalizzare l'attenzione sull'argomento principale e lasciare che le varie lucine lampeggianti restino visibili al subcosciente con la coda dell'occhio.
Così diventa possible allargare un la finestra excel oltre i limiti del singolo schermo e vedere a colpo d'occhio righe lunghissime o di effettuare drag'n'drop acrobatici attraversando i tre schermi con una sciabolata di mosue, oppure avere sempre un riquadro disponibile per salvare qualcosa sul desktop.
Ma, come diceva un mio docente, "disponendo di una lavagna infinita, la riempiremmo sempre tutta..." riferendosi al fatto che durante la lezione, a furia di passaggi e dimostrazioni, succede troppo spesso di dover iniziare a cancellare per fare spazio al nuovo.
Infatti, riporto qui sotto l’attuale stato della mia postazione... a quando il quarto monitor ?

















