Primo Maggio, Su Coraggio
Ieri è stata una bella Festa del Lavoro. Liscia e senza intoppi. Tutto perfetto. Certo, io e il lavoro siamo due cose avulse. Perciò amo il Primo Maggio, questa festa che quando cade il giorno giusto ti consente di non fare un cazzo per un pezzo, di dimenticarti del lavoro, e riappropriarti di te stesso. Io non farei mai niente. Ma ti annoieresti, come si fa a stare senza fare niente? Si fa, si fa, datemi retta. Tanto, quando lavoro non faccio comunque un cazzo, quindi che mi cambia? Sarei solo più riposato. Avrei dovuto fare il sindacalista, e difendere i diritti di chi lavora, come fa chiunque non abbia voglia di lavorare. O la tv, fatta da gente che non sa fare niente per gente che non ha niente da fare. Che fai? Il politico. O la modella. O l’attore. Andiamo, non sono lavori. Perciò questa gente è idolatrata. Ha trovato il modo di non combinare una minchia facendosi pure retribuire profumatamente. La segreta aspirazione di ogni essere umano. Non hai nessun talento e ti inventi un ruolo. La Bellucci cantante, per esempio. Ancora più mozzafiato della Bellucci attrice. E mozzafiato non è parola scelta a caso. Come starebbe bene alla testa di un corteo, in camicia rossa, più bella adesso di quando era giovane. Meglio di Frida Kahlo. La Bellucci lavoratrice. Sentitela quando intona "Primo Maggio, su coraggio". Chissà perché la Decca non l’ha mai scritturata.
2 maggio 2008











