Il Romanzo di Ferrara
Niente letteratura. Questa dev’essere la prima volta che nel mio blog parlo di politica. Non lo faccio mai perché la politica è una cosa sporca. Anche il sesso è una cosa sporca, la differenza è che nel caso del sesso ti puoi pulire. Ma, pensandoci bene, una qualsiasi cosa in cui sia coinvolto Ferrara può definirsi politica? Pagliacciata credo sia la definizione più calzante, e l’unico suo legame con la politica è che potete stare certi che sarà sporca allo stesso modo. Non c’è dubbio che un lancio di uova sporchi parecchio, ma non è niente rispetto ad altri tipi di sporco più nascosti e tenaci. Ieri mi preparavo per una fantastica pizza salsiccia e friarielli (sono due giorni che ci penso, da quando ho scoperto il meraviglioso blog omonimo), quando sento urla e cori venire dall’esterno. La folla. Echi del 68 e del 77. La Contestazione. Contravvenendo ad alcuni fondamentali insegnamenti materni (stai lontano dalle sommosse, la folla è una brutta bestia, meglio stare in casa che uscire, e se proprio devi andare al cinema siediti in ultima fila ché è meglio in caso di incendio o terremoto), corro fuori e purtroppo colgo solo l’epilogo del fatto, una folla di contestatori soddisfatti che si allontana da Plaza Mayor. Mi informo e mi congratulo. Il sindaco può dire quel che vuole, ma quando ce vo’ ce vo’, e la libertà di parola non può essere usata per sparare cazzate sulla pelle degli altri. Questa è democrazia, e questa è la Bologna che avevo idealizzato da piccolo.
3 aprile 2008














