Arti e Parti
La fortuna non indifferente di vivere in un Paese dove la meraviglia è, sorprendentemente, ancora superiore all' orrido (che sappiamo bene tutti quanto sia esorbitante) si esplica in maniera esemplare durante manifestazioni come le Giornate FAI di Primavera. Si può cogliere l'opportunità di visitare, spesso a pochi passi da casa, cose preziose che ravvivano il sentimento di cui sopra.
Ho guidato per 35 minuti da casa mia per arrivare ad Avella, che dà letteralmente il nome ad una delle cose più buone del mondo. Guidati dagli Aspiranti Ciceroni del Liceo Imbriani di Avellino, ho visitato un meraviglioso centro storico
L'interno della Chiesa Barocca di San Giovanni, eretta su un precedente edificio del V secolo
Particolari del Palazzo Alvarez de Toledo, sede sia del Comune che del Museo Archeologico Mia, perché Avella era importante centro prima Osco-Etrusco, poi importante centro Romano sulla via Appia
La stele è una copia di un trattato di scambio tra l'antica città Osca e l'antica Nola, una grattugia per il formaggio, uno scarabeo portafortuna in avorio e l'occhio misterioso di una figura femminile.
C'è la curiosità a cui accennavo prima:
Le teche del Museo sono circondate ai piedi di gusci di nocciole, vero tesoro della zona sin dall'antichità, tanto che il nome scientifico del nocciolo è Corylus avellana, dal greco κόρυς = elmo e proprio l'epiteto dal centro dell' avellinese (tanto che un sinonimo di nocciola è avellana).
La vita abbatte e schiaccia l’anima e l’arte ti ricorda che ne hai una.
Stella Adler
















