Tu sei sia il problema che la soluzione.
Tienimiperilcuore
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Tu sei sia il problema che la soluzione.
Tienimiperilcuore
Ci sono delle cose che mi danno effettivamente fastidio, in quanto sono un essere umano, e che mi fanno fremere alla sola idea...ad esempio la gente che non conserva né mangia avanzi PER PRINCIPIO, del tipo che i casi sono due: o ti ingozzi fino a soffocare con quel che c'è in tavola "perché altrimenti avanza" (eh, e allora? Che fa? Muore qualcuno?) oppure, horrible visu, horribile dictu, gli avanzi vengono automaticamente buttati nel secchio a fine pasto 😱 ...si può trovare una gentile via di mezzo fra queste due assurdità? Conservare un tupperware in frigo per 1/2 giorni, fino a quando non si smaltisce, alla fine è una scelta così assurda?
Altre cose...chi scansa il grasso dal prosciutto 🤣 giuro, una delle cose più antiestetiche sulla faccia della terra. A parte che il grasso, quando non è eccessivo o troppo duro, è la parte più saporita del prosciutto...infatti sono diventata la spazzina di mia sorella (altra cosa antiestetica, però piuttosto che buttarlo via, faccio anche questo).
Anche per quelli che ti vogliono riempire il piatto fino al soffitto, c'è sicuramente un girone dantesco dedicato, perché se ti dico "no, basta, grazie, cortesemente, sono a posto, non ce la faccio più, sto scoppiando", esattamente quale di questi lemmi della lingua italiana ti rimane sconosciuto? È vero che ci sono persone che fanno i complimenti, ma di solito le individui facilmente. Per quanto riguarda me, i complimenti non li faccio praticamente mai, a meno che non abbia posato gli occhi su un piccolo bocconcino che è bramato da almeno altre 25 persone...nel qual caso mi faccio da parte, e non faccio partire gli hunger games per un raviolo.
E potrei andare avanti, ma per oggi basta così 🤣
Nuovo Governo, ULS Unione Lavoratori Sanità: "Lavoratori e pazienti attendono atti concreti"
Nuovo Governo, ULS Unione Lavoratori Sanità: “Lavoratori e pazienti attendono atti concreti”
“A Lungotevere Ripa 1 a Roma sono diverse le tematiche che attendono una valutazione impegnativa da parte del nuovo Ministro della Salute Roberto Speranza. L’auspicio riguarda il lavoro che lo attende, nella consapevolezza che il Sistema Sanitario Nazionale continui a rimanere universalistico, pubblico ed equo per tutti i cittadini”, dichiarano dal Direttivo Nazionale ULS Unione Lavoratori Sanità…
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Aggiornamento GAE: Si segnalano alcune problematiche riscontrate nella compilazione delle domande
Aggiornamento GAE: Si segnalano alcune problematiche riscontrate nella compilazione delle domande
Docenti aventi diritto al reinserimento:
la funzione non compare se sono stati reinseriti con riserva per effetto di ricorso (cosa devono fare gli interessati? chiedere agli usp di cancellare l’iscrizione con riserva? chi gli dovrà aprire la funzione per farli reinserire a titolo definitivo?)Altri, che pur non si trovano in questa complicata situazione, continuano a non avere la funzione…
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#Ginosa 14 Agosto 2017 . il #sottosegretario al #mibact con #delega al #turismo @dorina_bianchi ha visitato la nostra #sartoria e come sempre non ho perso l'occasione di presentare le #bellezze e #problematiche del #centrostrorico #ginosino (presso Ginosa)
I used to be an emo kid
Io ho dei seri problemi ad aprirmi con delle persone, soprattutto laddove queste mi piacciono e sono fidanzate. La bella vita.
‘CAZZI’ E NON RAGAZZI
Un giorno entro in aula professori e trovo una collega (arrivata da poco) che si lamenta con altri del fatto che ‘non è ammissibile fare lezione in aule le cui pareti sono piene di ‘cazzi’!’. ‘Bisogna prendere dei provvedimenti’ prosegue l’arringa, ‘Bisogna sospendere, bisogna dare il bianco, bisogna vigilare sul bianco perché non tornino i cazzi’.
Chi potrebbe dare torto alla collega?
Chi, sano di mente, avrebbe qualcosa da eccepire sul fatto che non si possa fare lezione in un’aula piena di ‘cazzi’?
Nessuno. Però il problema è un altro.
Perché quei ‘cazzi’ disegnati, di cui si lamentava la collega, sono figurativamente tali, ma anche, e soprattutto, simbolicamente tali. Rappresentano tutti i ‘cazzi’ a cui sono costretti i docenti quando lavorano con alunni problematici.
Il problema è che troppo spesso noi docenti vediamo i cazzi e non i ragazzi.
Un ragazzo che non appena può, non appena nessuno lo vede, nei pochi minuti che ha a disposizione, prende una matita, una penna, un gessetto, e si esibisce nella rappresentazione di un cazzo sulle pareti o sulla lavagna, perché lo fa?
Ce lo chiediamo?
O pensiamo che basti punirlo e riverniciare la parete per risolvere i problemi?
Freud la chiamava rimozione.
Siamo sicuri che un ragazzo che vorrebbe dipingere un cazzo sulla parete, e non lo fa perché è già stato punito per averlo fatto, o perché abbiamo messo le telecamere di controllo in classe, non sia un problema?
Non lo è come le rimozioni non affrontate non causano disturbi psicosomatici, nevrosi, psicosi.
Non lo è come un ordigno a tempo nascosto sotto il tavolo su cui pranziamo.
Che ci piaccia o meno i ragazzi con cui lavoriamo non stanno bene. Hanno i loro cazzi. Sappiamo bene (e se non lo sappiamo, sarebbe il caso che noi, genitori e professori, ci leggessimo, di tanto in tanto, qualche libro di sociologia, di psicologia) i casini che questa generazione di adolescenti si deve smazzare, in aggiunta a quelli che l’adolescenza, di suo, offre a ogni adolescente da che mondo e mondo. Perché questi ragazzi (i nostri ragazzi) oltre alle mutazioni loro (peli che escono, erezioni che arrivano, mestruo e dolori che spuntano, interessi che cambiano, pulsioni che spaventano, identità – le proprie – che non si riconoscono), devono affrontare anche le mutazioni degli altri: di una famiglia che cambia e sempre meno è un porto saldo in cui tornare; di un mercato del lavoro in crisi che sempre meno offre orizzonti sicuri in cui proiettare il proprio futuro; di una società il cui relativismo etico tende a crollare vertiginosamente in un nichilismo amorale; di un dominio capitalistico che mai come oggi ha avuto a disposizione strumenti mediatici di controllo così sottili e potenti.
Cresceteci voi in un mondo così, senza dipingere ‘cazzi’ sui muri.
Vivetela voi, una vita piena di cazzi, senza che poi questi cazzi non vengano fuori di continuo e dappertutto.
Stiamo parlando di vasi comunicanti. Se tappiamo il vaso da cui escono cazzi disegnati, siamo sicuri di conoscere il vaso da cui verrà fuori tutto la rabbia e la violenza e la frustrazione e la paura che abbiamo dentro?
Zooschool mette in scena cosa viene fuori dal vaso di Sabot che era meglio non fare scoperchiare.
Forse, prima di tappare contenitori, sarebbe sano occuparsi dei contenuti.
Ricordandoci di quanto erano belle le cappelle erette da uno stato che sterminava albigesi e bruciava 'streghe'.
Di come scintillavano al sole le medaglie dei gerarchi fascisti.
E che, a Columbine, l'edificio della scuola era ricco di infrastrutture e di pareti linde.