La bellezza delle Marche
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La bellezza delle Marche
Montepastore - San Luca
L’avevo giurato un anno fa, nello studio del mio avvocato, esasperato da una vicenda legale di cui non riuscivo a vedere la fine: “… se ci saltiamo fuori, vado a S. Luca a piedi!”
Così è stato: ci ho messo quasi un anno a decidermi, ma meglio tardi che mai. Inizialmente avevo pensato di andare a S. Luca partendo da casa, ma il percorso non mi sembrava molto interessante … e allora perché non approfittare dell’occasione per provare lo storico percorso di pellegrinaggio da Montepastore? Quindi, alle 7.30 del 24 maggio sono pronto in attesa della corriera alla fermata della stazione del Pilastrino di Zola. La corriera parte in perfetto orario, alle 7.43. Il viaggio dura una mezz’ora, ma dopo qualche minuto mi accorgo che, preso dalla ricerca del biglietto, ho dimenticato l’acqua … poco male, penso, tanto a Montepastore troverò il bar-trattoria Belletti … Alle 8.15 sono a Montepastore, ma trovo subito una brutta sorpresa: la trattoria Belletti è chiusa, quindi senza acqua, ma soprattutto senza caffè, alle 8.30 mi incammino. Visto che i chilometri di vero sentiero sono pochissimi, mi sono attrezzato con scarpe e bastoncini da nordic walking, molto più leggeri e comodi … così come molto leggero è lo zaino, in cui ho messo il minimo indispensabile (a parte la bottiglietta dell’acqua …); e penso quanto sarebbe bello vivere nello stesso modo in cui si cammina: leggeri e con l’indispensabile … Visto che sono da solo e la strada è lunga, decido di darmi dei piccoli obiettivi parziali: sosta ogni ora per segnare i chilometri percorsi , prendere qualche appunto e fare un piccolo spuntino. A dispetto delle previsioni, il cielo è quasi coperto, ma lo preferisco al cielo completamente azzurro. Le giornate perfettamente serene mi annoiano; mentre cammino preferisco ammirare le nuvole, che un po’ ti accompagnano, un po’ ti fanno ricordare che il tempo potrebbe cambiare improvvisamente e ti ci devi adattare, e non il contrario, come pretendono troppi camminatori della domenica. Il primo tratto del cammino si snoda attraverso magnifici castagneti, tra i pochi ancora coltivati nell’appennino bolognese; a Montesevero il sentiero, purtroppo, finisce e mi trovo sull’asfalto dopo solo mezz’ora di cammino. Alle 9.30 arrivo a Borra, il GPS segna 4 km; non c’è anima viva e mi concedo una breve pausa sedendo davanti alla trattoria Amelia; al termine della ripida salita per Medelana, una bella sorpresa: la mitica trattoria Monari è aperta! Scambio qualche parola con i proprietari, già impegnati nella preparazione del pranzo, e soprattutto trovo il tanto sospirato caffè e una bottiglietta d’acqua! Dopo il muro del piccolo cimitero di Medelana, appare improvvisamente all’orizzonte San Luca: è lì, al centro del panorama … pare di poterlo toccare, invece è lontano 25 km! Il cielo è sempre più sereno e il panorama si apre sempre di più; a un tornante, mi fermo ad ammirare la pianura ma soprattutto la corona delle Prealpi venete, ancora imbiancate ed evidentissime. Ore 10.30: ingresso all’Agriturismo Le Conchiglie (8 km); la struttura non è sulla strada, ma, preso dalla curiosità, la raggiungo con una breve digressione; anche qui non c’è anima viva e mi concedo un’altra pausa, godendomi il silenzio, che però viene rotto all’improvviso da un rumore sordo: arriva nientemeno che un grande autobus con una scolaresca in gita. Riprendo il cammino tra il vociare allegro dei bambini. Alle 11.30 mi dovrei fermare, ma sacrifico la pausa per forzare un po’ l’andatura: sto camminando sull’asfalto da quasi tre ore e i piedi ne risentono … non vedo l’ora di calpestare un po’ di strada sterrata. Nonostante il passo sostenuto, oltrepassato Lagune, la mia attenzione cade su una targa commemorativa del partigiano Francesco Samoggia, ucciso dalle SS nell’estate del 1944. Ore 12: Mongardino (km 13); mi concedo una pausa un po’ più lunga davanti alla trattoria (altro caffè); vorrei scambiare due chiacchiere con i proprietari , ma non sono per niente ospitali e men che meno interessati al mio cammino. Unica consolazione: il piccolo oratorio di fronte, dedicato a S. Antonio, è aperto e quindi lascio una piccola offerta per propiziarmi la prosecuzione del cammino. Riparto alle 12,15; mi illudo di incontrare lo sterrato a breve, ma non posso immaginare che l’asfalto mi accompagnerà ancora per oltre due ore! Ore 13.30: Casa di Via Montechiaro 11/2 (km 18.50); ancora un tratto a passo forzato: l’asfalto non mi da tregua, ma almeno fino a qui è tutta discesa e lo splendido paesaggio agricolo lenisce un po’ la fatica del cammino. Dovrei fare la pausa pranzo, ma il pensiero della strada ancora da percorrere mi toglie l’appetito: mangio solo un po’ di verdura cruda, chiacchierando con un giardiniere impegnato nella potatura della siepe della casa di fronte. Riparto alle 14, dopo una telefonata alla mia fidanzata; dopo un centinaio di metri su prato, ancora asfalto … attraverso la Porrettana e prendo Via del Chiù, poi finalmente attraverso il Reno sul celebre ponte militare di Vizzano. Affiorano alla mente ricordi di quasi 20 anni fa, all’inizio della mia carriera lavorativa, quando quasi tutte le mattine attraversavo il ponte in auto per recarmi a Pianoro; è la prima volta che passo sul ponte a piedi … sotto il tavolato il Reno scorre insolitamente azzurro e limpido; purtroppo il momento di poesia dura poco: devo appiccicarmi al parapetto del ponte per fare passare un paio di auto … Ancora asfalto, per di più appena rifatto e in pieno sole; sento il catrame ribollire sotto le suole delle scarpe, ma è un disagio di breve durata: finalmente lo sterrato e i segnali della Via degli Dei! Alla mia sinistra ricompare S. Luca, ma mancano ancora 12 km. Finalmente comincio a fare incontri interessanti: un solitario escursionista di Manchester, con cui converso un po’ con il mio stentato inglese, e subito dopo un gruppetto di 5 italiani. E inoltre, al Rio Conco, l’immancabile cippo a ricordo di una delle innumerevoli stragi di innocenti durante la Resistenza. Ore 15.00: Oasi di S. Gherardo (km 23); dopo avere tanto desiderato il sentiero, lo incontro ma ne rimango deluso. Il sentiero sulla destra Reno è in cattive condizioni: infrascato, sconnesso e con diversi tratti fangosi. faccio ancora più fatica che sull’asfalto e accelero per lasciarmi alle spalle questa nuova fatica. Mi dispiace rilevare che il primo tratto della Via degli Dei, un itinerario conosciuto e apprezzato da escursionisti di mezzo mondo, sia in condizioni così precarie … chissà cosa ne avrà pensato il mio solitario amico di Manchester, venuto apposta in Italia per la Via degli Dei … Ore 16.00: passerella sul Reno al Parco Talon (km 27); sono in “riserva”, ma il Reno che scorre alla mia sinistra è stupendo e mi infonde nuove energie, anche perché sono al Parco Talon e quindi alle porte di Bologna. Rimane l’ultimo sforzo: la risalita della Via dei Bregoli è una vera “via crucis” (senza fare paragoni irriverenti) e questa volta la ricomparsa dell’asfalto di Via di Casaglia è una benedizione! Ore 17.15: SAN LUCA (km 30); davanti al Santuario, faccio l’incontro più divertente e appagante della giornata: quattro turisti brasiliani, vedendomi arrivare visibilmente provato, in un discreto italiano mi chiedono di raccontare la mia “impresa” e mi improvviso pure guida turistica, spiegando loro l’importanza che il santuario e il suo portico rivestono per i bolognesi. Mi inginocchio un attimo sul prato e ovviamente entro nel santuario per un breve ringraziamento, ma questo momento attiene alla sfera strettamente personale e le sensazioni provate le tengo per me. Uscito fuori, mi viene improvvisamente fame e quindi mi godo il pranzo, anche se sono le 18 … Ore 18: dopo avere ricevuto un SMS di congratulazioni dalla mia fidanzata e salutato ancora gli amici brasiliani, inizio la discesa per il portico, finchè, circa a metà di Via Saragozza, il GPS segna 33 km; vorrei raggiungere la stazione a piedi, ma devo arrendermi alla fatica e all’autobus. Arrivo alla stazione, ma visto che occorrerebbe aspettare quasi un’ora il treno per Pilastrino, prendo quello per casa, obbligandomi a uno sforzo supplementare la mattina seguente: andrò a recuperare l’auto in bicicletta (altri 22 km), così forse le migliori parole di commento a questa “passeggiata” sono quelle di un mio collega, due giorni dopo: “… se andavi anche in piscina, completavi il triathlon!”
E dopo questa prova letteraria, do anche i numeri, aridi ma utili: Montepastore – S. Luca: km 30 (+ altri 3 km per Via Saragozza) Dislivello in salita/discesa: m 700/1250 A dire il vero, il mio GPS ne ha rilevati rispettivamente 1220/1525, ma in questi casi non è affidabile … Tempo totale di viaggio: 9 ore Tempo effettivo di cammino: 6 ore e 50’
Alessandro



